<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120</id><updated>2012-01-28T19:25:03.766-08:00</updated><category term='sullo schermo dell&apos;estetica'/><category term='Mauro Carbone'/><category term='premio internazionale'/><title type='text'>COLLANA VOLTI - Mimesis Edizioni</title><subtitle type='html'>La collana vuole costituire una vera e propria galleria che raccolga i Volti dei più importanti filosofi contemporanei. La grafica ne riprende l'idea : la copertina mostra il volto dell'autore parzialmente mascherato, ed è solamante nell'ultima pagina che esso viene svelato nella sua totalità; così la conoscenza dell'autore può essere restituita solamente in seguito ad una vera e propria traversata creativa dei suoi scritti</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>57</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-6866979476310170919</id><published>2011-01-25T08:48:00.001-08:00</published><updated>2011-01-25T08:49:26.416-08:00</updated><title type='text'>Jacques Derrida, Nietzsche e la macchina. Intervista con Richard Beardsworth (a cura di Igor Pelgreffi)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT7--ULVcMI/AAAAAAAAAsA/ky6356p3XRY/s1600/Derrida-Pelgreffi-small.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 100px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT7--ULVcMI/AAAAAAAAAsA/ky6356p3XRY/s400/Derrida-Pelgreffi-small.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566166535998107842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Jacques Derrida, Nietzsche e la macchina. Intervista con Richard Beardsworth, 2010, pp. 80, Isbn 9788857502120, Euro 10,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’intervista Nietzsche e la macchina, pubblicata nel 1994, rappresenta l’ultimo testo esplicitamente dedicato a Nietzsche da parte di Derrida, che vi coglie l’occasione per tracciare le linee di una valutazione retrospettiva, per certi versi inedita, di tutto il suo lavoro sul filosofo tedesco. Ma Derrida elabora anche un significativo aggiornamento della propria immagine di Nietzsche, mettendola a confronto con i principali temi etico-politici che caratterizzano la sua riflessione di quegli anni. Ne risulta un rilancio di Nietzsche, tanto potente quanto problematico, come pensatore dell’aporia e del futuro. Come può oggi la riflessione filosofica decifrare la struttura disconnessa, «out of joint», del reale e della storia, e sperare di incidervi? Solamente, suggerisce Derrida, assumendosi il rischio di partire, ogni volta, da un pensiero come quello di Nietzsche: costitutivamente inattuale, in sé pericolosamente disarticolato ed esposto alla contraddizione. Un pensiero che lavori fra l’interno e l’esterno della macchina filosofica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jacques Derrida (El-Biar 1930 - Parigi 2004) è uno dei più grandi filosofi francesi del Novecento. Conosciuto come “padre” del decostruzionismo, ha insegnato all’École Normale Supérieure, all’École des Hautes Études en Sciences Sociales e in diverse università americane. È stato fra i fondatori del Collège Intérnational de Philosophie. Fra le sue opere, tradotte in più di venti lingue, ricordiamo: La scrittura e la differenza (1967), Margini della filosofia (1972), Spettri di Marx (1993), Politiche dell’amicizia (1994). Di Mimesis: Il tempo degli addii (2006), Incondizionalità o sovranità (2008), Marx &amp;amp; Sons. Politica, spettralità, decostruzione (2008), Firmatoponge (2010), Avances (2010).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Richard Beardsworth (1961) è professore di Political Philosophy and International Relations presso l’American University di Parigi. Fra le sue opere ricordiamo: Derrida and the Political (1996), Nietzsche (1997).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Igor Pelgreffi si è laureato in filosofia all’Università degli Studi di Bologna, con la tesi: Filosofia e scrittura. Nietzsche nell’interpretazione di Jacques Derrida. Attualmente è impegnato in un dottorato di ricerca in filosofia, presso l’Università degli Studi di Verona.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-6866979476310170919?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/6866979476310170919/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=6866979476310170919' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/6866979476310170919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/6866979476310170919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2011/01/jacques-derrida-nietzsche-e-la-macchina.html' title='Jacques Derrida, Nietzsche e la macchina. Intervista con Richard Beardsworth (a cura di Igor Pelgreffi)'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT7--ULVcMI/AAAAAAAAAsA/ky6356p3XRY/s72-c/Derrida-Pelgreffi-small.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-1712882775637719350</id><published>2011-01-25T08:45:00.000-08:00</published><updated>2011-03-29T03:30:49.824-07:00</updated><title type='text'>Giangiorgio Pasqualotto, Tra Oriente e Occidente. Interviste sul’intercultura ed il pensiero orientale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT7-hUBrWII/AAAAAAAAAr4/IrviniJ1gP0/s1600/Pasqualotto-small.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 100px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT7-hUBrWII/AAAAAAAAAr4/IrviniJ1gP0/s400/Pasqualotto-small.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566166037741394050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Giangiorgio Pasqualotto, Tra Oriente e Occidente. Interviste sul’intercultura ed il pensiero orientale (a cura di Davide De Pretto), 2010, pp. 194, Isbn 9788857502762, Euro 16,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un tempo che è sempre più ossessionato dalla costruzione di identità in cui rispecchiare le proprie miserie e nobiltà, è necessario ricominciare da principio. La forma dell’intervista o del dialogo con gli studenti, semplice e lontana da tecnicismi, costituisce la migliore introduzione ad un diverso modo di pensare che, concentrandosi sugli elementi fondamentali, fa emergere la portata concettuale delle esperienze filosofiche orientali, evitando le secche dell’esotismo e del monoculturalismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giangiorgio Pasqualotto (Vicenza, 1946) insegna Estetica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova e Filosofia delle Culture presso il Master di Studi Interculturali della medesima Università. È direttore scientifico della Scuola Superiore di filosofia comparata di Rimini. Tra le sue pubblicazioni più recenti, East &amp;amp; West (Venezia 2003), Figure di pensiero (Venezia 2007), Dieci lezioni sul Buddhismo (Venezia 2008), Oltre la filosofia (Vicenza 2008), Taccuino giapponese (Udine 2008). Per i nostri tipi ha curato Per una filosofia interculturale (2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide De Pretto (Schio, 1977) ha conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia e Storia delle idee presso l’Università di Padova e collabora con le cattedre di Storia della filosofia e di Estetica della medesima Università.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-1712882775637719350?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/1712882775637719350/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=1712882775637719350' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/1712882775637719350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/1712882775637719350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2011/01/giancarlo-pasqualotto-tra-oriente-e.html' title='Giangiorgio Pasqualotto, Tra Oriente e Occidente. Interviste sul’intercultura ed il pensiero orientale'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT7-hUBrWII/AAAAAAAAAr4/IrviniJ1gP0/s72-c/Pasqualotto-small.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-1157746628911921077</id><published>2011-01-25T08:43:00.000-08:00</published><updated>2011-01-25T08:45:43.655-08:00</updated><title type='text'>Gaston Bachelard, Il poeta solitario della Rêverie</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT7-GKSrOeI/AAAAAAAAArw/ZY_NJU-Oyo8/s1600/Bachelard-small.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 100px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT7-GKSrOeI/AAAAAAAAArw/ZY_NJU-Oyo8/s400/Bachelard-small.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566165571271866850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Gaston Bachelard, Il poeta solitario della Rêverie (a cura di Flavia Conte), 2010, Isbn 9788857502724, pag. 232, Euro 16,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se per risplendere magicamente il mondo ha bisogno della solitudine del poeta, Bachelard vi si immerge come in un’avventura onirica rigeneratrice che scopre nella propria forza metaforica la pienezza di una vita felice.&lt;br /&gt;Il mondo della rêverie Bachelardiana è bello prima di essere vero e il sognatore vi si lascia guidare per attingere alla sorgente originale anche della nostra fantasia onirica, perché un autentico “istinto poetico”, dice Bachelard, abita l’essere di ogni uomo. Come in un libero gioco alchemico, sono le immagini semplici degli elementi primordiali a suggerire con le loro quattro potenze materiali una benefica esperienza di metamorfosi della parola. Da Baudelaire a Rilke passando per Eluard, Lautréamont, Kafka, per non parlare di Nietzsche e Valéry, il sognatore Bachelard ci induce a seguirlo nelle sue fantastiche migrazioni senza cercare di spiegarci le immagini; egli dà solo voce alla loro aurorale gratuità per prepararci a nuovi godimenti poetici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gaston Bachelard (Bar-sur-Aube 1884; Parigi 1962) è fondatore illustre dell’epistemologia contemporanea, interprete originale delle svolte teoriche della fisica-matematica novecentesca e promotore in Francia della stagione dell’“epistemologia storica”. Straordinario esploratore dei campi del sapere ben oltre lo specialismo scientifico di formazione, Bachelard solca la via di&lt;br /&gt;un linguaggio filosofico inedito sull’immaginario poetico della rêverie di cui diviene nel nostro tempo il più geniale e sorprendente studioso. Tra le sue opere: Le nouvel esprit scientifique (1934), La psychanalyse du feu (1938), Le rationalisme appliqué (1949), Le materialisme rationnel (1953), La poétique de l’espace (1957), La poétique de la rêverie (1960).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Flavia Conte (1957), allieva di Emanuele Severino, si è laureata a Venezia nel 1985 in “Filosofia contemporanea”. Traduttrice del testo di Jacques Brosse “L’ordre des choses” (Paris 1986) ha collaborato come redattrice con la rivista “L’Ippogrifo” (Pordenone). Ha svolto il dottorato in “Sciences de l’Education” a Parigi sotto la direzione del filosofo Dany-Robert Dufour ottenendo le “félicitations” e diritto di pubblicazione. Insegna filosofia al liceo. È membro&lt;br /&gt;dell’“Equipe Paideia” e del gruppo CIRCEFT, all’università Paris VIII Vincennes-Saint-Denis.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-1157746628911921077?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/1157746628911921077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=1157746628911921077' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/1157746628911921077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/1157746628911921077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2011/01/gaston-bachelard-il-poeta-solitario.html' title='Gaston Bachelard, Il poeta solitario della Rêverie'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT7-GKSrOeI/AAAAAAAAArw/ZY_NJU-Oyo8/s72-c/Bachelard-small.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-4359603541583672367</id><published>2011-01-25T08:41:00.000-08:00</published><updated>2011-01-25T08:43:48.964-08:00</updated><title type='text'>Arnold Ghelen, L'uomo. La sua natura e il suo posto nel mondo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT79pX3TnMI/AAAAAAAAAro/22ARESm4eAY/s1600/ghelen-small.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 100px; height: 149px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT79pX3TnMI/AAAAAAAAAro/22ARESm4eAY/s400/ghelen-small.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566165076698963138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Arnold Ghelen, L'uomo. La sua natura e il suo posto nel mondo (a cura di Vallori Rasini), 2010, pp. 492, Isbn 9788857502366, Introduzione di Karl-Siegbert Rehberg, Euro 30,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblicata nel 1940, ma profondamente riveduta dopo la seconda guerra mondiale, Der Mensch. Seine Natur und seine Stellung in der Welt si può considerare l’opera fondamentale dell’antropologia filosofica di Gehlen. Qui prende forma una concezione dell’essere umano come natura biologicamente carente, costretta a procacciarsi chance di sopravvivenza attraverso l’azione e il continuo intervento sull’ambiente. La povertà di istinti e di specializzazioni, che distingue l’uomo dall’animale, trova compensazione nella capacità di creare cultura, facendo così dell’artificio la vera essenza della vita umana. Il linguaggio, la tecnica, le istituzioni sono i mezzi attraverso i quali l’uomo trasforma il proprio destino, libero e nondimeno vincolato a regole che non può trasgredire. Sullo sfondo, l’aridità di un pensiero marcatamente conservatore, ma tuttavia capace di sollecitazioni decisive e di straordinario rigore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arnold Gehlen (1904-1976), filosofo e sociologo tedesco, è tra i massimi rappresentanti dell’antropologia filosofica contemporanea insieme a Max Scheler e Helmuth Plessner. Oltre all’opera qui tradotta, ricordiamo i saggi: Le origini dell’uomo e la tarda cultura (1956), L’uomo nell’era della tecnica (1957), Quadri d’epoca (1960), Morale e ipermorale (1969).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vallori Rasini è docente di Filosofia Morale e Antropologia Filosofica all’Università di Modena e Reggio Emilia. Tra i suoi lavori: Divenire (Firenze 2001); Teorie della realtà organica (Modena 2002); Theorie der organischen Realität und Subjektivität (Würzburg 2008); L’essere umano. Percorsi dell’antropologia filosofica contemporanea (Roma 2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Karl-Siegbert Rehberg è uno degli esponenti più prestigiosi della cultura tedesca contemporanea. Professore ordinario di Sociologia e direttore dell’Istituto Sociologico della Technische Universität di Dresda, è stato allievo di Gehlen, del quale ha curato l’edizione completa delle opere per l’editore Klostermann.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-4359603541583672367?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/4359603541583672367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=4359603541583672367' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/4359603541583672367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/4359603541583672367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2011/01/arnold-ghelen-luomo-la-sua-natura-e-il.html' title='Arnold Ghelen, L&apos;uomo. La sua natura e il suo posto nel mondo'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT79pX3TnMI/AAAAAAAAAro/22ARESm4eAY/s72-c/ghelen-small.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-6310542525426694952</id><published>2011-01-25T08:37:00.000-08:00</published><updated>2011-01-25T08:41:43.288-08:00</updated><title type='text'>Georges Bataille, Scritti sul fascismo 1933-34. Contro Heidegger, la struttura psicologica del fascismo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT79KNZW08I/AAAAAAAAArg/ZvDNOn5WtTw/s1600/bataille-small.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 100px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT79KNZW08I/AAAAAAAAArg/ZvDNOn5WtTw/s400/bataille-small.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566164541313045442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Georges Bataille, Scritti sul fascismo 1933-34. Contro Heidegger, la struttura psicologica del fascismo (a cura di Giuseppe Bianco, Stefanos Geroulanos), 2010, pp. 102, Isbn 9788857502670, Euro 12,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Georges Bataille è stato uno dei pochi intellettuali francesi a tentare una riflessione originale sulla singolarità del fenomeno nazista e fascista proprio al momento del suo affermarsi sulla scena europea. Questo confronto diretto e rischioso con il fascismo, concepito al contempo come una nuova minaccia e come la manifestazione di terribili forze che la modernità laica e democratica aveva rimosso, s’iscrive nel quadro più ampio dell’elaborazione di una politica, di un’etica e persino di una gnoseologia e di un’ontologia peculiari. I due scritti qui raccolti costituiscono due frammenti di un libro, Il fascismo in Francia, che Bataille aveva in cantiere e che abbandonò a metà degli anni Trenta. Lo scritto che apre il volume, Critica di Heidegger. Critica di una filosofia del fascismo – assolutamente inedito – è un testa a testa con la filosofia heideggeriana, della quale Bataille riconosce la portata, ma anche la pericolosità. Il secondo testo qui raccolto, il celebre La struttura psicologica del fascismo, attraverso un originale confronto con il marxismo, analizza il fascismo a partire da un’inedita prospettiva psicologica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Georges Bataille (1897-1962), uno dei più originali pensatori francesi del Novecento, coltivò interessi etnografici, sociologici, religiosi e letterari. Collaboratore di «Documents» e «La critique sociale», fondò «Acéphale» e «Critique». Tra i suoi saggi, ricordiamo L’esperienza interiore, La sovranità, La parte maledetta, Le conferenze sul non-sapere, Storia dell’erotismo; tra le opere narrative L’azzurro del cielo, Storia dell’occhio, Madame Edwarda, L’impossibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Bianco, dottore all’Università di Lille3 e di Trieste, è ricercatore presso l’Accademia Jan Van Eyck di Maastricht e il CIEPFC dell’Ecole Normale Supérieure di Parigi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefanos Geroulanos è Assistant Professor in Modern European Intellectual History presso la New York University. Dottore alla Johns Hopkins University (Humanities Center) di Baltimora è l’autore di An Atheism that is not Humanist Emerges in French Thought (Stanford University Press, 2010).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-6310542525426694952?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/6310542525426694952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=6310542525426694952' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/6310542525426694952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/6310542525426694952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2011/01/georges-bataille-scritti-sul-fascismo.html' title='Georges Bataille, Scritti sul fascismo 1933-34. Contro Heidegger, la struttura psicologica del fascismo'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT79KNZW08I/AAAAAAAAArg/ZvDNOn5WtTw/s72-c/bataille-small.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-5376526555655499447</id><published>2011-01-25T08:33:00.000-08:00</published><updated>2011-01-25T08:37:43.775-08:00</updated><title type='text'>Georg Simmel, Denaro e vita. Senso e forme dell’esistere (a cura di Francesco Mora)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT77zSXyzXI/AAAAAAAAArY/6mOjnrq1NJ8/s1600/simmel-small.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 100px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT77zSXyzXI/AAAAAAAAArY/6mOjnrq1NJ8/s400/simmel-small.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566163048000048498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Georg Simmel, Denaro e vita. Senso e forme dell’esistere (a cura di Francesco Mora), 2010, pp. 118, Isbn 9788857502571, Euro 12,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riflessione di Simmel sul denaro non è nulla di economico né ha alcun aspetto sociologico, ma coinvolge l’ambito filosofico dell’esistenza umana. In questo senso la filosofia del denaro è una filosofia della forma che manifesta in modo emblematico l’essenza della vita. Nessuna ricostruzione storica né alcuna legge economica può ridare la complessità del problema del valore del denaro per la vita. Lontano tanto dalla scuola classica inglese quanto dal marxismo, come dalla riflessione weberiana sull’economia monetaria, Simmel propone una visione del fenomeno del denaro analizzato sub specie philosophiae, in tutte le sue poliedriche sfaccettature non solo vitalistiche ma anche estetiche. La forma denaro è dunque quella che meglio di altre manifesta il movimento della vita dell’uomo e la sua drammatica e insuperabile essenza conflittuale. In ciò consiste l’attualità della sua riflessione che da sempre ha pensato il denaro come il più potente livellatore dell’esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Georg Simmel (Berlino 1858 - Strasburgo 1918) è uno dei maggiori esponenti della cultura tedesca di fine secolo seppure ancora il suo ruolo non sia adeguatamente riconosciuto. Collocato all’interno dello storicismo tedesco contemporaneo, del neokantismo, della filosofia della vita, considerato ora sociologo ora relativista, in realtà egli sfugge a una precisa definizione che non sia quella di filosofo. In colloquio con artisti e intellettuali di fama mondiale, inviso all’accademia, Simmel otterrà la cattedra nella periferica Strasburgo solo quattro anni prima della morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Mora è ricercatore di Storia della Filosofia presso il Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze dell’Università “Ca’ Foscari” di Venezia. Studioso di Simmel e dell’ambiente tedesco fin dagli anni Ottanta ha prodotto sull’autore vari saggi e monografie. Si è occupato della filosofia di Aristotele, Hobbes, Hegel e del pensiero francese contemporaneo, sui quali ha pubblicato vari contributi; da tempo la sua ricerca è incentrata sulla filosofia di Heidegger e il problema dell’umanismo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-5376526555655499447?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/5376526555655499447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=5376526555655499447' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/5376526555655499447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/5376526555655499447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2011/01/georg-simmel-denaro-e-vita-senso-e.html' title='Georg Simmel, Denaro e vita. Senso e forme dell’esistere (a cura di Francesco Mora)'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT77zSXyzXI/AAAAAAAAArY/6mOjnrq1NJ8/s72-c/simmel-small.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-477002278778703713</id><published>2011-01-25T08:20:00.000-08:00</published><updated>2011-01-25T08:33:22.675-08:00</updated><title type='text'>Gilles Deleuze, Da Cristo alla borghesia. Saggi, recensioni, lezioni 1945-1957</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT76XE8TSfI/AAAAAAAAArQ/o9k4ulXimnw/s1600/Volti-Deleuze-Cristo-small.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 100px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT76XE8TSfI/AAAAAAAAArQ/o9k4ulXimnw/s400/Volti-Deleuze-Cristo-small.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566161463847111154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Gilles Deleuze, Da Cristo alla borghesia. Saggi, recensioni, lezioni 1945-1957 (a cura di Giuseppe Bianco e Fabio Treppiedi), 2010, pp. 212, Isbn 9788884838704, Euro 16,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’itinerario intellettuale di Gilles Deleuze, specialmente quello intrapreso durante il periodo di formazione, fu interrotto da quelli che in seguito egli avrà modo di chiamare “buchi”: lunghi periodi di riflessione, in cui, in maniera pressoché sonnambulica, insegnò, lesse e scrisse pubblicando poco o niente. A guardare&lt;br /&gt;bene ci si accorge tuttavia che i pochi saggi redatti durante gli anni cinquanta e recentemente raccolti in volume (L’isola deserta e altri scritti) sono in realtà preceduti e accompagnati da una manciata di altri scritti, inediti o dimenticati.&lt;br /&gt;Il presente volume – rendendo infine disponibili in italiano questi scritti, concepiti tra il 1945, momento in cui Deleuze entra alla Sorbonne e il 1957, in cui riceve, nella stessa università, un incarico di assistente in storia della filosofia – getta una nuova luce sull’intera opera di un pensatore sovente considerato come una vera e propria cometa. Ne traspaiono mille dettagli che arricchiscono il ritratto di Deleuze: la passione giovanile per Sartre, la formazione di storico della filosofia, gli studi kantiani, l’importanza sotterranea di Heidegger, la lettura precoce di Nietzsche…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gilles Deleuze (1925-1995) è uno dei maggiori filosofi del secolo passato. Dopo aver dedicato una serie di monografie a Hume, Spinoza, Nietzsche e Kant, si fece conoscere con le opere fondatrici Differenza e ripetizione e Logica del senso, e ancor di più con il singolare lavoro con lo psicanalista Félix Guattari (L’anti-Edipo, Mille piani, Che cos’è la filosofia?) e, infine, con alcune opere di estetica letteraria, pittorica e cinematografica. Mimesis ha pubblicato La passione dell’immaginazione (2000), Istinti e istituzioni (2002), Il significato della vita (2006), e alcune lezioni su Kant, Fuori dai cardini del tempo (2004).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Bianco, dottore di ricerca all’Università di Lille e di Trieste, è ricercatore presso il Centre International pour l’étude de la philosophie française contemporaine dell’École normale supérieure di Parigi e l’Accademia Jan Van Eyck di Maastricht.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fabio Treppiedi prepara una tesi di dottorato sull’“Empirismo trascendentale” di Deleuze presso l’Università degli studi di Palermo. Collabora con il “Giornale di metafisica” e con il “Giornale di filosofia”, per i quali ha scritto articoli e recensioni su Deleuze e sulla filosofia teoretica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-477002278778703713?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/477002278778703713/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=477002278778703713' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/477002278778703713'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/477002278778703713'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2011/01/gilles-deleuze-da-cristo-alla-borghesia.html' title='Gilles Deleuze, Da Cristo alla borghesia. Saggi, recensioni, lezioni 1945-1957'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/TT76XE8TSfI/AAAAAAAAArQ/o9k4ulXimnw/s72-c/Volti-Deleuze-Cristo-small.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-8898707675008607723</id><published>2010-06-27T05:55:00.001-07:00</published><updated>2010-06-27T05:55:29.987-07:00</updated><title type='text'>Pier Aldo Rovatti - La Posta in Gioco</title><content type='html'>&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jdCZDelaj9E&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/jdCZDelaj9E&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-8898707675008607723?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/8898707675008607723/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=8898707675008607723' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/8898707675008607723'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/8898707675008607723'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2010/06/pier-aldo-rovatti-la-posta-in-gioco.html' title='Pier Aldo Rovatti - La Posta in Gioco'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-4228026553570038282</id><published>2010-04-11T12:38:00.001-07:00</published><updated>2010-04-11T12:38:37.306-07:00</updated><title type='text'>Massimo Donà, Il tempo della verità</title><content type='html'>&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/eaNIsLYe4M0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/eaNIsLYe4M0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-4228026553570038282?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/4228026553570038282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=4228026553570038282' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/4228026553570038282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/4228026553570038282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2010/04/massimo-dona-il-tempo-della-verita.html' title='Massimo Donà, Il tempo della verità'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-7125757637816004023</id><published>2009-11-16T04:11:00.000-08:00</published><updated>2009-12-04T02:19:24.635-08:00</updated><title type='text'>William James, Saggi sull'empirismo radicale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SwFBiE5IvSI/AAAAAAAAAjk/DXcbtJFavlo/s1600/Volti-James.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 267px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SwFBiE5IvSI/AAAAAAAAAjk/DXcbtJFavlo/s400/Volti-James.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404673081506053410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A cura di Luca Taddio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Isbn 9788884837981&lt;/div&gt;&lt;div&gt; 2009 &lt;/div&gt;&lt;div&gt; 14 euro&lt;/div&gt;&lt;div&gt; 150 pp.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I Saggi sull’empirismo radicale rappresentano la fase più matura e originale della riflessione filosofica di William James. I saggi che compongono questa raccolta, apparsa postuma nel 1912, sono originariamente pubblicati su riviste fra il 1904 e il 1905. Riuniti due anni dopo la sua morte, essi costituiscono l’entrata privilegiata&lt;/div&gt;&lt;div&gt;alla filosofia dell’esperienza di James, un luogo classico dove pensatori di ieri e di oggi si confrontano con i problemi sollevati dal filosofo e psicologo statunitense. Questi Saggi hanno avuto un’influenza duratura; possiamo ritrovarne un segno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nella riflessione di coloro che con essi si sono misurati: Bergson, Whithead&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e Russell, ma anche Deleuze e Putnam. Lo stile di James è chiaro e tagliente e il suo procedere argomentativo è accompagnato dal rigore che contraddistingue il suo pensiero.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;William James&lt;/span&gt; (1842 –1910), filosofo e psicologo nato negli Stati Uniti e formatosi in Europa, è conosciuto come il fondatore del pragmatismo. Tra i suoi testi principali ricordiamo: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Principi di psicologia&lt;/span&gt; (Milano, 1901), &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Saggi pragmatisti&lt;/span&gt; (Napoli, 1966), &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Un universo pluralistico&lt;/span&gt; (Torino, 1973), La volontà di credere (Milano, 1984), &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Le varie forme dell’esperienza religiosa&lt;/span&gt; (Brescia, 1998), &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Pragmatismo&lt;/span&gt; (Torino, 2008).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Luca Taddio&lt;/span&gt; insegna Estetica al corso di Scienze dell’Architettura presso l’Università di Udine. Si occupa in particolare di filosofia della percezione e di teoria dell’immagine ed è autore di racconti filosofici, parte dei quali sono stati raccolti nel libro Spazi immaginali (Udine, 2004).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-7125757637816004023?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/7125757637816004023/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=7125757637816004023' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/7125757637816004023'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/7125757637816004023'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2009/11/william-james-saggi-sullempirismo.html' title='William James, Saggi sull&apos;empirismo radicale'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SwFBiE5IvSI/AAAAAAAAAjk/DXcbtJFavlo/s72-c/Volti-James.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-1115188510366368467</id><published>2009-11-16T04:04:00.000-08:00</published><updated>2009-12-04T02:29:19.124-08:00</updated><title type='text'>Husserl Edmund, Logica formale e logica trascendentale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SwFAQbBpbgI/AAAAAAAAAjc/SbUDqK5JEAU/s1600/Volti-Husserl.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 267px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SwFAQbBpbgI/AAAAAAAAAjc/SbUDqK5JEAU/s400/Volti-Husserl.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404671678698057218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Isbn 9788884838438&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2009&lt;/div&gt;&lt;div&gt;20 euro&lt;/div&gt;&lt;div&gt; 342 pp. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“L’uomo moderno dei giorni nostri, a differenza dal «moderno»&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dell’età illuministica, non vede più nella scienza e nella nuova civiltà&lt;/div&gt;&lt;div&gt;una vita individuale e sociale conforme alla ragione pratica.”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Edmund Husserl&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pubblicato per la prima volta nel 1929, Logica formale e trascendentale deve essere considerato come uno dei testi fondamentali di Husserl. In esso la fondazione della logica si presenta anche come analisi della formazione storica della disciplina: da questo punto di vista la sua genesi deve essere riattivata e ricostituita. A questo compito si unisce quello dell’unificazione delle scienze a partire dalle loro «radici». Ma la logica formale non è sufficiente perché «non è in grado di soddisfare all’idea di un’autentica dottrina della scienza e quindi di assurgere a norma di tutte le scienze», e ciò perché «alle sue generalità formali manca una critica intenzionale, che prescriva il senso e i limiti di un suo uso fruttuoso». Alla logica formale deve dunque seguire la logica trascendentale e cioè lo studio del suo aspetto soggettivo, connesso alla critica dello psicologismo. L’opera di Husserl insiste su una fondazione della logica che non sia né formale né psicologica, ma trascendentale: tale fondazione non psicologica e non formale deve essere però rigorosa; il rigore che Husserl cerca esige un nuovo metodo, quello fenomenologico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Edmund Husserl (1859-1938) è tra i maggiori filosofi del Novecento. Padre della fenomenologia, fu determinante per la formazione di generazioni di filosofi: da Heidegger a Derrida, da Levinas fino a filosofi analitici come Ryle e Dummett. Oltre a quella qui presentata, tra le sue opere principali: Ricerche logiche (1900-1901), Filosofia come scienza rigorosa (1911), Meditazioni cartesiane (1931).&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-1115188510366368467?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/1115188510366368467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=1115188510366368467' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/1115188510366368467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/1115188510366368467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2009/11/husserl-edmund-logica-formale-e-logica.html' title='Husserl Edmund, Logica formale e logica trascendentale'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SwFAQbBpbgI/AAAAAAAAAjc/SbUDqK5JEAU/s72-c/Volti-Husserl.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-7660925226212318931</id><published>2009-11-16T04:03:00.000-08:00</published><updated>2009-11-16T04:04:04.158-08:00</updated><title type='text'>Jean-Paul Sartre, L’ universale singolare. Saggi filosofici e politici 1965-1973</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SwE_pXARoFI/AAAAAAAAAjU/Gxzj961Toks/s1600/Volti-Sartre.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 267px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SwE_pXARoFI/AAAAAAAAAjU/Gxzj961Toks/s400/Volti-Sartre.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404671007603662930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Isbn 9788884839336&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Anno 2009&lt;/div&gt;&lt;div&gt;pp. 250&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Euro 17,00&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nuova edizione a cura di Raoul Kirchmayr&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Postfazione di Pier Aldo Rovatti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Che cos’è un intellettuale, qual è il suo ruolo nella nostra società? Che cosa significa essere scrittori, non solo per la propria epoca ma lasciando un’eredità storica? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se lo scrittore deve assumere un compito critico verso il proprio tempo e la propria società, può ancora pretendere di rivestire un ruolo politico? C’è un senso nell’evento chiamato “Maggio ’68” e nell’esperienza drammatica del socialismo reale che ha segnato la storia del secolo passato? Queste domande ritmano i saggi e le interviste raccolti nel volume e scandiscono la riflessione sartriana tra il 1965 e il 1973, un periodo cruciale in cui il filosofo e scrittore francese stava redigendo la biografia di Gustave Flaubert (L’idiota della famiglia), la sua ultima grande opera, continuando a svolgere una lucida osservazione critica del presente. Ne emerge una riflessione filosofica di grande densità, condotta mediante un lavoro incessante di interrogazione sul senso delle parole. Al contempo e quasi per contrasto si delinea la figura di un intellettuale a tutto campo: quella dello stesso Sartre.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Jean-Paul Sartre (1905-1980) è stato uno dei maîtres à penser più importanti e controversi del secolo scorso. Filosofo, romanziere, polemista, drammaturgo, fondatore della rivista &lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Les Temps Modernes”, ha influenzato in profondità la cultura francese e mondiale dal secondo dopoguerra. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Raoul Kirchmayr insegna Estetica all’Università di Trieste. Di Sartre ha tradotto Merleau-Ponty e L’immaginario. Psicologia fenomenologica dell’immaginazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-7660925226212318931?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/7660925226212318931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=7660925226212318931' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/7660925226212318931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/7660925226212318931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2009/11/jean-paul-sartre-l-universale-singolare.html' title='Jean-Paul Sartre, L’ universale singolare. Saggi filosofici e politici 1965-1973'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SwE_pXARoFI/AAAAAAAAAjU/Gxzj961Toks/s72-c/Volti-Sartre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-3785833680516562943</id><published>2009-11-16T03:51:00.001-08:00</published><updated>2009-11-16T03:53:30.884-08:00</updated><title type='text'>Theodor Wiesengrund Adorno, L'attualità della filosofia. Tesi all'origine del pensiero critico</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SwE880Rc29I/AAAAAAAAAjM/4aF2YDa4bqI/s1600/volti_T_Arnoldo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 267px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SwE880Rc29I/AAAAAAAAAjM/4aF2YDa4bqI/s400/volti_T_Arnoldo.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404668043342961618" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Theodor Wiesengrund Adorno, L'attualità della filosofia. Tesi all'origine del pensiero critico &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Isbn 9788884839275&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Anno 2009&lt;/div&gt;&lt;div&gt;pp. 90&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Euro 12,00&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a cura di Mario Farina&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Chi sceglie oggi il lavoro filosofico come professione, deve rinunciare&lt;/div&gt;&lt;div&gt;all’illusione che un tempo guidava i progetti filosofici: che sia possibile afferrare la totalità del reale con la forza del pensiero. […] la realtà, come realtà intera, si presenta al conoscere unicamente in modo oppositivo, perciò la speranza di ottenere una realtà giusta e corretta offre solo frammenti e rovine”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Theodor W. Adorno &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cosa pensava Adorno prima d’essere costretto a fuggire negli Stati Uniti? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quali temi filosofici erano al centro della sua riflessione prima che l’orrore dell’olocausto occupasse prepotentemente lo spazio teoretico dell’elaborazione? Qui raccolti tre scritti inediti stesi da Adorno tra il 1931 e il 1933. I lavori di un intellettuale libero, come fu sempre, ma non ignaro dei compiti che la filosofia doveva darsi nella società. Testi che raccontano il rapporto del celebre francofortese con la filosofia classica tedesca, preziosi per conoscere gli esordi del pensiero di uno dei massimi filosofi internazionali del Novecento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Theodor Ludwig Wiesengrund Adorno, (1903-1969) filosofo e sociologo tedesco,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tra i più grandi pensatori del nostro tempo. Lega il suo nome a quello della Scuola di Francoforte insieme a Max Horkheimer. L’ascesa al potere del nazismo lo costringe all’esilio negli USA. Tra i suoi scritti La dialettica dell’Illuminismo (1947), Minima moralia (1951) e Dialettica negativa (1966).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mario Farina, sotto la guida di Flavio Cassinari, si è laureato in filosofia all’Università degli Studi di Pavia con una tesi sulla Dialettica negativa di Th. W. Adorno. Attualmente è impegnato in un dottorato di ricerca all’Università del Piemonte Orientale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-3785833680516562943?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/3785833680516562943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=3785833680516562943' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/3785833680516562943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/3785833680516562943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2009/11/theodor-wiesengrund-adorno-lattualita.html' title='Theodor Wiesengrund Adorno, L&apos;attualità della filosofia. Tesi all&apos;origine del pensiero critico'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SwE880Rc29I/AAAAAAAAAjM/4aF2YDa4bqI/s72-c/volti_T_Arnoldo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-8916791356035851185</id><published>2009-10-19T03:12:00.000-07:00</published><updated>2009-11-06T02:50:32.343-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sullo schermo dell&apos;estetica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mauro Carbone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='premio internazionale'/><title type='text'>SULLO SCHERMO DELL'ESTETICA di MAURO CARBONE HA VINTO IL PREMIO INTERNAZIONALE MAURIZIO GRANDE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/StxARbdLamI/AAAAAAAAAi0/mCqYbDOWw4g/s1600-h/Volti-Carbone.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 267px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/StxARbdLamI/AAAAAAAAAi0/mCqYbDOWw4g/s400/Volti-Carbone.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394257121855105634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://mimesisbookshop.com/shop/La+pittura%2c+il+cinema+e+la+filosofia+da+fare__art625.aspx"&gt;ACQUISTALO ORA&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il “Premio Internazionale Maurizio Grande”, arrivato alla sesta edizione, premia  per la sezione saggi editi in lingua italiana il libro di &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mauro Carbone, &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;SULLO SCHERMO DELL'ESTETICA. La pittura, il cinema e la filosofia da fare.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il Premio sarà  ufficialmente conferito a Reggio Calabria e a Cosenza (Università della Calabria), durante la manifestazione in programma dall'1 al 4 dicembre 2009. &lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:10px;"&gt;(L.P.) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Istituito e promosso dal Circolo del Cinema “Charlie Chaplin” di Reggio Calabria, con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio della Regione Calabria, il Premio vede, anche in questa sesta edizione, la partecipazione del D.A.M.S. dell’Università della Calabria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La giuria è composta da Gioia Costa, direttrice del festival “Esplor/azioni”, Bruno Fornara, critico cinematografico, direttore editoriale Cineforum e docente presso la scuola Holden di Torino; Jean Paul Manganaro, docente di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università Charles de Gaulle di Lille ; Enrico Magrelli, critico cinematografico; Pietro Montani, docente di Estetica presso l’Università La Sapienza di Roma;   Nicola Petrolino, Vice presidente circolo del cinema “C. Chaplin” di Reggio Calabria; Claudio Scarpelli,  presidente circolo del cinema “C. Chaplin” di Reggio Calabria.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;MAURO CARBONE, SULLO SCHERMO DELL'ESTETICA&lt;br /&gt;La pittura, il cinema e la filosofia da fare&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Isbn 9788884837189&lt;br /&gt;Anno 2008&lt;br /&gt;Euro 15,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Con l’unità antimetafisica di caos e cosmo sembra allora fare tutt’uno anche quella che sottende la duplice identità – di scienza della conoscenza sensibile e di filosofia dell’arte – storicamente assunta dell’estetica. Appunto in tale unità stanno perciò le risorse che essa può offrire alla filosofia che oggi ci preme”.  Mauro Carbone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A partire dall’ultimo scorcio del XIX secolo, la crisi del pensiero metafisico ha trasformato radicalmente il nostro modo di considerare lo “schermo” del sensibile in cui l’arte affonda le sue radici: anziché occultare la verità, si è riconosciuto che esso la rende visibile, mostrandosi possibilità stessa del suo irradiarsi. Muove da qui, nella filosofia francese dell’ultimo Novecento, una tradizione di riflessione sulla pittura inaugurata da Merleau-Ponty e rilanciata da Lyotard, Foucault, Maldiney, Deleuze, Derrida, Nancy, per ricordare solo i nomi più noti. E’ una tradizione dallo stile inconfondibile, mediante cui la filosofia – invece di assumere le arti a proprio&lt;br /&gt;oggetto – nelle arti si riflette per interrogarle e interrogarsi su come pensare ed esprimere il nostro mutato rapporto con gli altri, le cose, il mondo. Cercandovi insomma le parole per dirlo e per dirsi. In quella tradizione s’inscrive questo libro, nel contempo discutendola e cercando di prolungarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://mimesisbookshop.com/shop/La+pittura%2c+il+cinema+e+la+filosofia+da+fare__art625.aspx"&gt;ACQUISTALO ORA&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-8916791356035851185?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/8916791356035851185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=8916791356035851185' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/8916791356035851185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/8916791356035851185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2009/10/il-libro-sullo-schermo-dellestetica-di.html' title='SULLO SCHERMO DELL&apos;ESTETICA di MAURO CARBONE HA VINTO IL PREMIO INTERNAZIONALE MAURIZIO GRANDE'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/StxARbdLamI/AAAAAAAAAi0/mCqYbDOWw4g/s72-c/Volti-Carbone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-8038182570591227727</id><published>2009-10-08T01:21:00.000-07:00</published><updated>2009-10-08T01:24:08.652-07:00</updated><title type='text'>CODA PIERO, Ontosofia. Jacques Maritain in ascolto dell'essere</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Ss2hW_ZB6AI/AAAAAAAAAic/aXJsQjbfdKg/s1600-h/Volti-Coda.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 267px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Ss2hW_ZB6AI/AAAAAAAAAic/aXJsQjbfdKg/s400/Volti-Coda.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390141745377961986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isbn 9788884839145&lt;br /&gt;Anno 2009&lt;br /&gt;Euro 16,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro tempo ha bisogno di sapienza. Di una sapienza che non si libri tra le nubi dell’immaginario, ma nasca e si nutra dell’ascolto dei mille suoni e dei mille colori dell’essere che ci circonda e in cui siamo immersi nel gioco e nel dramma della vita. Imparando con umiltà e rigore a vederli scaturire, nel loro distinto apparire e nel loro relativo convergere, da quella sorgente inesauribile che pulsa nascosta e generosa prima e dietro tutto l’esistere. È questa l’ontosofia che Jacques Maritain ha scoperto e descritto. Prima con inquieta ricerca e poi con stupita gratitudine, mai disgiunta dal rovello dell’interrogazione. Quasi inerpicandosi lungo quella metafisica scala di Giacobbe che saldamente poggia in terra sull’atto d’esistere d’ogni cosa, per svettare da subito in alto verso il Mistero dell’Essere che, tutto illuminando di sé, si dice amore alla nostra libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piero Coda (Cafasse, Torino 1955) è Preside dell’Istituto Universitario Sophia (Incisa in Val d’Arno, Firenze) e Presidente dell’Associazione Teologica Italiana. Si è laureato in filosofia a Torino e in teologia presso la Pontificia Università Lateranense (Roma), dove insegna Teologia Trinitaria. Tra le sue opere: Evento pasquale, Trinità e storia, 1984; Il negativo e la Trinità: ipotesi su Hegel, 1987; L’altro di Dio. Rivelazione e kenosi in Sergej Bulgakov, 1998; con S. Zavoli, Se Dio c’è. Le grandi domande, 2000; Il Logos e il Nulla, 20042; con G. Filoramo, Dizionario del cristianesimo, 2 voll., 2006; Dio Uno e Trino, 20065; con M. Donà, Dio-Trinità tra filosofi e teologi, 2007; La percezione della forma, 2007; Sul luogo della Trinità, 2008.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-8038182570591227727?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/8038182570591227727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=8038182570591227727' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/8038182570591227727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/8038182570591227727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2009/10/coda-piero-ontosofia-jacques-maritain.html' title='CODA PIERO, Ontosofia. Jacques Maritain in ascolto dell&apos;essere'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Ss2hW_ZB6AI/AAAAAAAAAic/aXJsQjbfdKg/s72-c/Volti-Coda.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-3361516231452808882</id><published>2009-04-23T01:52:00.000-07:00</published><updated>2009-04-23T02:01:57.408-07:00</updated><title type='text'>JEAN-CLAUDE MILNER, Il periplo strutturale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SfAuf4qObaI/AAAAAAAAAJA/7J1uTj0F918/s1600-h/Volti-Milner_PeriploWEB.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SfAuf4qObaI/AAAAAAAAAJA/7J1uTj0F918/s320/Volti-Milner_PeriploWEB.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327809484499611042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Milner Jean-Claude, Il periplo strutturale. Figure e paradigma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isbn 9788884838070&lt;br /&gt;Anno 2009&lt;br /&gt;Euro 18,00&lt;br /&gt;A cura di Barbara Chitussi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il programma di ricerca strutturalista non preesisteva ai soggetti; essi non l’hanno trovato ma propriamente inventato… Alcuni, penso a Saussure, hanno incontrato sul loro cammino la solitudine e il caos… altri hanno incontrato la felicità, mentre il mondo si copriva &lt;br /&gt;di macerie.” &lt;br /&gt;Jean-Claude Milner&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto è semplice: riprendere le principali figure dello strutturalismo – Saussure, Benveniste, Barthes, Lacan, Jakobson, Dumézil, Foucault – e presentare in maniera originale e sintetica il paradigma in cui si inscrivono i loro lavori. Tale paradigma ha un’idea centrale: estendere il dominio della scienza galileiana, inizialmente legata alla natura, a quel che si chiama cultura, senza tuttavia naturalizzarla. La linguistica strutturale ha compiuto per prima questa operazione prendendo come oggetto il linguaggio, che da sempre ha distinto l’uomo in seno alla natura. Così essa ha rimesso in causa l’antica opposizione physis/thesis e tutte le sue varianti moderne: natura/convenzione, natura/storia, natura/cultura. Non vi è, secondo Milner, alcun aspetto del pensiero che non sia stato investito dalla novità dello strutturalismo, dalla sua eleganza e prontezza, le quali non hanno cessato di produrre conoscenze inedite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jean-Claude Milner (1941) è stato professore all’Université Paris-VII e direttore del Collège international de philosophie. Allievo di Althusser, a lungo vicino a Chomsky e continuatore originale del pensiero di Lacan, Milner viene considerato uno dei più importanti filosofi francesi di questi anni. Tra le sue opere ricordiamo: L’Amour de la langue (1978); Les Noms indistincts (1983, 2007); Le Pas philosophique de Roland Barthes (2003).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-3361516231452808882?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/3361516231452808882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=3361516231452808882' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/3361516231452808882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/3361516231452808882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2009/04/jean-claude-milner-il-periplo.html' title='JEAN-CLAUDE MILNER, Il periplo strutturale'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SfAuf4qObaI/AAAAAAAAAJA/7J1uTj0F918/s72-c/Volti-Milner_PeriploWEB.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-6537707881893358017</id><published>2009-04-07T01:23:00.000-07:00</published><updated>2009-04-07T01:28:23.762-07:00</updated><title type='text'>ALDO GIORGIO GARGANI, Il sapere senza fondamenti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SdsOlz8nU9I/AAAAAAAAAIw/Efwl71zA7TM/s1600-h/Volti-Gargani.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SdsOlz8nU9I/AAAAAAAAAIw/Efwl71zA7TM/s320/Volti-Gargani.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5321863427430765522" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gargani Aldo Giorgio, Il sapere senza fondamenti.&lt;br /&gt;La condotta intellettuale come strutturazione dell'esperienza comune&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isbn 9788884838056&lt;br /&gt;Anno 2009&lt;br /&gt;Euro 13,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;introduzione di Arnold I. Davidson&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La regola non serve proprio a nulla: è la cosa spiegata, non la cosa che spiega”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ludwig Wittgenstein&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attraverso una densa serie di analisi storico-critiche Gargani mostra che il sapere scientifico e filosofico non somiglia a un patrimonio e non si accumula come un patrimonio, ma è piuttosto una descrizione densa, ossia una raccolta di strumenti, di abiti concettuali, di modelli comportamentali, di condotte operative, di valori e di procedure decisionali inserite nelle forme di vita degli uomini come estensioni dei loro contesti antropologici. Il discorso scientifico, come quello filosofico, è sprovvisto di fondamenti garantiti che possano preservarlo da una revisione critica delle ortodossie trasmesse e dominanti, non già perché sia concettualmente infondato, ma in quanto è la manifestazione di un operare umano che è esso stesso infondato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aldo Giorgio Gargani professore ordinario di Metodologie della ricerca filosofica all’Università di Pisa, ha svolto ricerche su un vasto orizzonte di temi, argomenti e tendenze della cultura filosofica, scientifica e letteraria moderna e contemporanea. Tra le sue pubblicazioni segnaliamo: Il filtro creativo (1999), La frase infinita. T. Bernhard e la cultura austriaca (1990), Wittgenstein. Musica, parola, gesto (2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arnold I. Davidson è Robert O. Anderson Distinguished Service Professor all’Università di Chicago e professore di Storia della filosofia politica all’Università di Pisa. È co-curatore dell’antologia Michel Foucault. Philosophie, co-autore di un libro di conversazioni con Pierre Hadot, La filosofia come modo di vivere e autore di The Emergence of Sexuality.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-6537707881893358017?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/6537707881893358017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=6537707881893358017' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/6537707881893358017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/6537707881893358017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2009/04/aldo-giorgio-gargani-il-sapere-senza.html' title='ALDO GIORGIO GARGANI, Il sapere senza fondamenti'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SdsOlz8nU9I/AAAAAAAAAIw/Efwl71zA7TM/s72-c/Volti-Gargani.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-6644113486064136609</id><published>2009-02-27T02:53:00.000-08:00</published><updated>2009-03-04T03:23:14.754-08:00</updated><title type='text'>JEAN-FRANCOIS LYOTARD, La fenomenologia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SafHaJ43AHI/AAAAAAAAAIQ/2os1ADxwtSQ/s1600-h/Volti-Lyotard.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SafHaJ43AHI/AAAAAAAAAIQ/2os1ADxwtSQ/s320/Volti-Lyotard.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307429938024349810" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Da Husserl a Heidegger c'è sicuramente eredità, ma anche mutamento. Il nostro saggio non cercherà di cancellare questo equivoco che è inscritto nella storia stessa della scuola fenomenologica”&lt;br /&gt;Jean-François Lyotard&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fenomenologia di Jean-François Lyotard non è solo il primo lavoro di ampio respiro di uno dei filosofi più importanti della vague post-strutturalista francese, ma è anche una coerente interpretazione critica del pensiero di Husserl. Collocandosi sulla scia di Maurice Merleau-Ponty, di cui fu allievo, Lyotard si inserisce nella ripresa degli studi fenomenologici che segnarono gli anni cinquanta a partire dalla pubblicazione della Crisi delle scienze europee e dei primi inediti husserliani. Il filosofo francese, seguendo lo svolgersi dell’opera di Husserl, intreccia una rete di rimandi filosofici e culturali che mostrano la ricchezza della prospettiva fenomenologica nel pensiero del XX secolo. Mettendo il luce le maggiori implicazioni metodologiche, Lyotard effettua una prima ricognizione critica della fenomenologia, soprattutto nel suo confronto con le scienze umane e il marxismo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jean-François Lyotard (1926-1997) è stato con Foucault, Derrida, Deleuze, uno degli esponenti di spicco del pensiero francese contemporaneo. Autore di molti saggi significativi, le sue opere hanno esaminato temi cardine della riflessione contemporanea, dall’analisi del mondo contemporaneo all’estetica. Mimesis ha pubblicato anche Discorso, figura (Milano 2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISBN 9788884835703 &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-6644113486064136609?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/6644113486064136609/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=6644113486064136609' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/6644113486064136609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/6644113486064136609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2009/02/jean-francois-lyotard-la-fenomenologia.html' title='JEAN-FRANCOIS LYOTARD, La fenomenologia'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SafHaJ43AHI/AAAAAAAAAIQ/2os1ADxwtSQ/s72-c/Volti-Lyotard.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-1333767274391329698</id><published>2009-01-29T01:33:00.000-08:00</published><updated>2009-03-04T03:24:00.553-08:00</updated><title type='text'>JEAN BAUDRILLARD - L'agonia del potere</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SYF4GzXtKUI/AAAAAAAAAH4/-khBKekOiLo/s1600-h/Volti-Baudrillard.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SYF4GzXtKUI/AAAAAAAAAH4/-khBKekOiLo/s320/Volti-Baudrillard.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5296646695028599106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“… il terrorismo non è la radicalizzazione delle lotte tradizionali. È un fenomeno originale strettamente relazionato con l’originalità dell’egemonia. È una forma di sfida irreale, di violenza irreale che risponde, sul proprio terreno, alla confisca, da parte del potere mondiale, non solo delle ricchezze economiche, ma della realtà stessa”. Jean Baudrillard&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A cura di Marcello Serra, Introduzione di Jorge Lozano, &lt;br /&gt;Postfazione di Alberto Abruzzese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel novembre del 2005 Jean Baudrillard è a Madrid per ritirare la Medaglia d’Oro conferitagli dal prestigioso Círculo de Bellas Artes. Per l’occasione, che giunge pochi mesi prima della sua morte, tiene due conferenze. Qui, con il suo proverbiale incedere aforistico, il più sfuggente intellettuale contemporaneo torna sui temi cari alla sua riflessione recente: l’egemonia, l’immagine, la fine della distanza, la sparizione. Un pensiero estremo che inchioda l’Occidente all’inevitabile inveramento del proprio Nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jean Baudrillard (Reims 1929 – Parigi 2007), filosofo, sociologo, critico culturale e fotografo, è stato tra i più importanti teorici e critici della postmodernità. Il suo pensiero ha avuto importanti ripercussioni tanto sul mondo intellettuale quanto sulla stessa cultura di massa, spesso oggetto della sua riflessione. Alcune tra le sue opere, come Il sistema degli oggetti e lo scambio simbolico e la morte, sono dei classici del pensiero del Novecento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISBN 9788884837165&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-1333767274391329698?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/1333767274391329698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=1333767274391329698' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/1333767274391329698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/1333767274391329698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2009/01/jean-baudrillard-lagonia-del-potere.html' title='JEAN BAUDRILLARD - L&apos;agonia del potere'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SYF4GzXtKUI/AAAAAAAAAH4/-khBKekOiLo/s72-c/Volti-Baudrillard.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-374314457430553066</id><published>2009-01-29T01:31:00.000-08:00</published><updated>2009-03-04T03:25:08.975-08:00</updated><title type='text'>JACQUES RANCIERE - Il maestro ignorante</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SYF3rTa1fcI/AAAAAAAAAHw/ZyP1RXNjIZk/s1600-h/Volti-Ranciere.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SYF3rTa1fcI/AAAAAAAAAHw/ZyP1RXNjIZk/s320/Volti-Ranciere.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5296646222595325378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’eguaglianza delle intelligenze è il legame comune del genere umano, la condizione necessaria e sufficiente affinché una società d’uomini possa esistere”.&lt;br /&gt;Jacques Rancière&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’inizio del XIX secolo, Joseph Jacotot, rivoluzionario francese esule in Belgio, annuncia un principio inaudito: Tutte le intelligenze sono eguali. Da qui, svilupperà una pratica dell’emancipazione intellettuale, fondata sul riconoscimento immediato dell’eguaglianza tra le manifestazioni dello spirito, destinata a sovvertire le gerarchie intellettuali, le tecniche pedagogiche, i miti dell’ineguaglianza tra le menti. Jacques Rancière, nella sua esplorazione storica del pensiero dell’emancipazione, riscopre e trasferisce - anacronicamente - nel presente questa avventura intellettuale unica, che ha dato vita ad una pratica inedita di costruzione di un legame sociale sui generis, e che consente ancor oggi di interrogarsi sullo statuto politico della mente, sull’atto che qualifica un soggetto ed il suo mondo, e soprattutto sulle condizioni ed i limiti di quell’assioma dell’eguaglianza in cui Rancière, ed altri, vedono il perno di una politica di emancipazione sottratta alla sfera dello Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jacques Rancière, già allievo dell’Ecole Normale Supérieure, è Professore emerito all’Università di Paris-VIII, ed uno dei più importanti filosofi contemporanei. Dopo aver partecipato all’impresa di Louis Althusser da cui uscirà Leggere “Il Capitale”, si dedicherà allo studio delle forme di soggettivazione e di emancipazione nel XIX secolo degli utopisti e dei primi movimenti proletari. Teorico dell’eguaglianza, ha dedicato numerose opere alle rivoluzioni democratiche in arte e in letteratura. Tra le sue opere tradotte, ricordiamo Il malinteso (2007).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISBN 9788884836908&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-374314457430553066?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/374314457430553066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=374314457430553066' title='56 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/374314457430553066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/374314457430553066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2009/01/jacques-ranciere-il-maestro-ignorante.html' title='JACQUES RANCIERE - Il maestro ignorante'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SYF3rTa1fcI/AAAAAAAAAHw/ZyP1RXNjIZk/s72-c/Volti-Ranciere.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>56</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-3948998144313555475</id><published>2009-01-20T03:27:00.000-08:00</published><updated>2009-01-20T03:29:14.761-08:00</updated><title type='text'>Libri /Sullo schermo dell'estetica di Mauro Carbone</title><content type='html'>CULTURA&amp;TEMPO LIBERO &lt;br /&gt;ILSOLE24ORE.COM &gt; Cultura e Tempo libero ARCHIVIO&lt;br /&gt;Libri /Sullo schermo dell'estetica di Mauro Carbone&lt;br /&gt; | &lt;br /&gt;15 GENNAIO 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"‘Pensare a colori e in movimento': avrei potuto intitolarlo anche così, l'ultimo mio libro", spiega Mauro Carbone, che insegna Estetica contemporanea alla Statale di Milano, parlando del suo recentissimo Sullo schermo dell'estetica. La pittura, il cinema e la filosofia da fare. "Perché attraverso la riflessione sulla pittura del Novecento e sul mezzo espressivo più tipico del secolo da poco concluso – il cinema – ci si impone la necessità di pensare diversamente il nostro stesso modo di pensare". &lt;br /&gt;"Infatti – prosegue Carbone – noi siamo tradizionalmente ancorati all'idea che il pensiero scarnificherebbe l'esperienza, togliendole ciò che giudica inessenziale, come i colori e il movimento, appunto. Ma dopo il secolo in cui un pittore come Paul Klee ha dichiarato che ‘l'arte non imita il visibile, ma rende visibile', lo stesso secolo in cui il cinema ha prodotto e diffuso uno sconvolgente tipo d'immagine, cioè l'immagine in movimento, non è più possibile credere ancora che il pensiero funzioni fissando in bianco e nero l'essenziale della nostra esperienza. Si tratta allora di ripensare il modo stesso in cui funziona il nostro pensiero: è questa la ‘filosofia da fare' cui allude il sottotitolo del mio libro". E' questo il senso – cioè, insieme, la direzione e lo scopo – di quest'ultimo lavoro di Carbone, che chiama "antimetafisica" appunto quella "filosofia da fare", verso la quale a suo avviso ha cercato di muoversi, in particolare, la riflessione sulla pittura e sul cinema sviluppatasi in Francia specie a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso. Si tratta di una riflessione che Carbone vede partire da Maurice Merleau-Ponty, il filosofo morto nel 1961 di cui egli è uno dei massimi esperti al mondo e di cui nel 2008 si è festeggiato un po' dappertutto – Milano compresa – il centenario della nascita con celebrazioni all'altezza della sua ormai riconosciuta grandezza. Da Merleau-Ponty a Lyotard e a Maldiney, fino a Deleuze, Derrida e Nancy: Carbone rintraccia una linea di riflessione che all'arte – di Cézanne, Klee, Gauguin, Bacon, del cinema e persino dell'immagine elettronica nostra contemporanea – non pretende d'insegnare, ma da quest'arte pretende d'imparare precisamente quella che lo stesso Deleuze ha chiamato "una nuova immagine del pensiero". Un'immagine che risulta tutt'altro che scarnificata, ma che si trova anzi a oscillare tra la "carne viva" con cui Merleau-Ponty si riferisce a Cézanne o Klee e la "carne macellata" di cui Deleuze parla a proposito di Bacon. Così, in quel punto d'oscillazione il libro di Carbone individua un punto di convergenza tra riflessioni che si sono pretese antagonistiche e che molti ritengono ancora tali. Anche per questo, il suo si propone come un libro importante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sullo schermo dell'estetica &lt;br /&gt;La pittura, il cinema e la filosofia da fare &lt;br /&gt;Mauro Carbone&lt;br /&gt;Mimesis Edizioni, Collana Volti ‐ Euro 15,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2009/01/carbone-schermo-estetica.shtml?uuid=f5d3d6e8-e2fa-11dd-acbd-857b7cd398b0&amp;DocRulesView=Libero&amp;fromSearch&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-3948998144313555475?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/3948998144313555475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=3948998144313555475' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/3948998144313555475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/3948998144313555475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2009/01/libri-sullo-schermo-dellestetica-di.html' title='Libri /Sullo schermo dell&apos;estetica di Mauro Carbone'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-1614481942166452500</id><published>2009-01-07T07:03:00.000-08:00</published><updated>2009-01-07T07:05:01.217-08:00</updated><title type='text'>MAURO CARBONE - Sullo schermo dell'estetica. La pittura, il cinema e la filosofia da fare - PRESENTAZIONE</title><content type='html'>LUNEDI 26 GENNAIO 2009&lt;br /&gt;ORE 18.00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spazio Oberdan&lt;br /&gt;Via Vittorio Veneto, 2 – Milano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniela Benelli&lt;br /&gt;Assessore alla Cultura&lt;br /&gt;è lieta di invitarla alla presentazione del volume&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SULLO SCHERMO DELL'ESTETICA&lt;br /&gt;LA PITTURA, IL CINEMA E LA FILOSOFIA DA FARE&lt;br /&gt;(Mimesis Edizioni, Milano 2008, Collana “Volti”)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Carbone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervengono con l’autore:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Casetti&lt;br /&gt;professore ordinario di Filmologia e direttore del Dipartimento di Scienze della comunicazione e dello spettacolo – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elio Franzini&lt;br /&gt;professore ordinario di Estetica e preside della Facoltà di Lettere e Filosofia&lt;br /&gt;Università degli Studi di Milano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Scurati&lt;br /&gt;scrittore e docente di Scrittura creativa&lt;br /&gt;Università IULM di Milano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Modera&lt;br /&gt;Paolo Bignamini&lt;br /&gt;giornalista e autore teatrale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì, 26 gennaio 2009&lt;br /&gt;ore 18.00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spazio Oberdan&lt;br /&gt;Via Vittorio Veneto, 2 – Milano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ingresso libero fino a esaurimento posti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per informazioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Provincia di Milano, tel. 02.7740.6325/6308 &lt;br /&gt;www.provincia.milano.it/cultura/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-1614481942166452500?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/1614481942166452500/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=1614481942166452500' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/1614481942166452500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/1614481942166452500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2009/01/mauro-carbone-sullo-schermo.html' title='MAURO CARBONE - Sullo schermo dell&apos;estetica. La pittura, il cinema e la filosofia da fare - PRESENTAZIONE'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-7971715145688964602</id><published>2008-11-24T00:58:00.001-08:00</published><updated>2008-11-24T01:00:27.463-08:00</updated><title type='text'>MASSIMO DONA' - L'aporia del fondamento</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SSps-mjs2yI/AAAAAAAAAHc/2fb9Lyowvps/s1600-h/Volti-Dona-AporiaOk.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SSps-mjs2yI/AAAAAAAAAHc/2fb9Lyowvps/s320/Volti-Dona-AporiaOk.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272146136548563746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“Il sistema dovrebbe essere un sistema per ricondurre tutte le novità &lt;br /&gt;alla realtà stabile del passato e insieme dovrebbe aprire nuove vie&lt;br /&gt;verso il futuro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrea Emo (1962)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sfida smisurata, un vero e proprio corpo a corpo con la verità. Quella che l’autore si è proposto di disegnare in queste pagine è infatti la struttura aporetica del fondamento – da intendersi qui come radicale riscrittura di una “verità” antichissima, anzi originaria… da sempre riverberantesi nelle grandi voci della metafisica occidentale. Ognuna delle quali, proprio da quell’originaria e aporetica erranza, sarebbe stata di fatto resa possibile. &lt;br /&gt;Un testo, edito per la prima volta nel 2000, ma qui sostanzialmente riscritto, nonché arricchito dall’aggiunta di un nuovo capitolo, dedicato alla questione del linguaggio.&lt;br /&gt;Un disegno speculativo a partire dal quale un fruttuoso itinerario di ricerca si sarebbe poi ulteriormente perfezionato in Aporie platoniche. Saggio sul ‘Parmenide’ (2003), Sulla negazione (2004) e L’essere di Dio. Trascendenza e temporalità (2007).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Massimo Donà è docente ordinario di Filosofia Teoretica presso la facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute, San Raffaele di Milano, nonché curatore, con Romano Gasparotti, dell’opera di Andrea Emo. Tra le sue numerose pubblicazioni segnaliamo le più recenti: Il mistero dell’esistere. Arte, verità e insignificanza nella riflessione teorica di René Magritte (2006), Filosofia della musica (2006), Arte e filosofia (2007), L’essere di Dio. Trascendenza e temporalità (2007), L’anima del vino. Ahmbè (2008), Non uccidere (con Enrico Ghezzi – 2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISBN 9788884837691&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-7971715145688964602?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/7971715145688964602/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=7971715145688964602' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/7971715145688964602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/7971715145688964602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2008/11/massimo-dona-laporia-del-fondamento.html' title='MASSIMO DONA&apos; - L&apos;aporia del fondamento'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SSps-mjs2yI/AAAAAAAAAHc/2fb9Lyowvps/s72-c/Volti-Dona-AporiaOk.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-8710955558352760234</id><published>2008-11-10T03:55:00.000-08:00</published><updated>2008-11-10T03:58:27.522-08:00</updated><title type='text'>MAURO CARBONE - Sullo schermo dell'estetica. La pittura, il cinema e la filosofia da fare</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SRghmOuwLoI/AAAAAAAAAFI/zdC82QHa3uo/s1600-h/Volti-Carbone.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SRghmOuwLoI/AAAAAAAAAFI/zdC82QHa3uo/s320/Volti-Carbone.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266996704882732674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Con l’unità antimetafisica di caos e cosmo sembra allora fare tutt’uno anche quella che sottende la duplice identità – di scienza della conoscenza sensibile e di filosofia dell’arte – storicamente assunta dell’estetica. Appunto in tale unità stanno perciò le risorse che essa può offrire alla filosofia che oggi ci preme”. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Mauro Carbone &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A partire dall’ultimo scorcio del XIX secolo, la crisi del pensiero metafisico ha trasformato radicalmente il nostro modo di considerare lo “schermo” del sensibile in cui l’arte affonda le sue radici: anziché occultare la verità, si è riconosciuto che esso la rende visibile, mostrandosi possibilità stessa del suo irradiarsi. Muove da qui, nella filosofia francese dell’ultimo Novecento, una tradizione di riflessione sulla pittura inaugurata da Merleau-Ponty e rilanciata da Lyotard, Foucault, Maldiney, Deleuze, Derrida, Nancy, per ricordare solo i nomi più noti. E’ una tradizione dallo stile inconfondibile, mediante cui la filosofia – invece di assumere le arti a proprio &lt;br /&gt;oggetto – nelle arti si riflette per interrogarle e interrogarsi su come pensare ed esprimere il nostro mutato rapporto con gli altri, le cose, il mondo. Cercandovi insomma le parole per dirlo e per dirsi. In quella tradizione s’inscrive questo libro, nel contempo discutendola e cercando di prolungarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Carbone, è professore di Estetica contemporanea nell’Università degli Studi di Milano. Specialista di filosofia francese contemporanea, ne sviluppa l’ispirazione in un’autonoma elaborazione teorica. Tra i suoi ultimi volumi, Una deformazione senza precedenti. Marcel Proust e le idee sensibili (Quodlibet, Macerata 2004), nonché Essere morti insieme. L’evento dell’11 settembre 2001 (Bollati Boringhieri, Torino 2007). Per le edizioni Mimesis dal 1999 dirige la rivista Chiasmi International. Pubblicazione trilingue intorno al pensiero di Merleau-Ponty  e dal 2002 la collana “L’occhio e lo spirito”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISBN  9788884837189&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-8710955558352760234?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/8710955558352760234/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=8710955558352760234' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/8710955558352760234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/8710955558352760234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2008/11/mauro-carbone-sullo-schermo.html' title='MAURO CARBONE - Sullo schermo dell&apos;estetica. La pittura, il cinema e la filosofia da fare'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SRghmOuwLoI/AAAAAAAAAFI/zdC82QHa3uo/s72-c/Volti-Carbone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-4789970163898810328</id><published>2008-10-09T00:34:00.000-07:00</published><updated>2008-10-09T00:42:38.242-07:00</updated><title type='text'>JEAN-FRANCOIS LYOTARD - Discorso, Figura</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SO21jjXLkmI/AAAAAAAAAFA/RMB-Ft0Z0nQ/s1600-h/Volti-Lyotard-discorso.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SO21jjXLkmI/AAAAAAAAAFA/RMB-Ft0Z0nQ/s320/Volti-Lyotard-discorso.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5255055962603754082" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Questo libro è una difesa dell’occhio (…). Ha per preda (…) la penombra che, dopo Platone, la parola ha gettato come una patina grigia sul sensibile (…) poiché si è sempre sottinteso che il suo partito fosse quello della falsità, dello scetticismo, del retore, del pittore, del condottiero, del libertino, del materialista – proprio questa penombra è l’argomento del mio libro”. Jean-François Lyotard&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discours, figure è considerato il testo fondamentale dell’intero percorso filosofico  di Jean-François Lyotard. A partire dalle posizioni di Merleau-Ponty, e in particolare dal concetto di chiasma, l’intreccio fecondo tra discorso e raffigurazione, Lyotard propone un percorso che conduce verso una decostruzione della fenomenologia a opera del desiderio radicato nell’inconscio e nell’Es.Fondamentale, per Lyotard, nella costruzione/decostruzione dei discorsi, è l’apporto delle arti contemporanee, le quali compongono lo “spazio figurale”, inteso come una dinamica energetica che trasgredisce i codici abituali della lettura delle immagini, come ad esempio nei quadri di Klee, Cézanne o Pollock.Jean-François Lyotard (1926-1997) è stato con Foucault, Derrida, Deleuze e Guattari uno degli esponenti di spicco del pensiero francese contemporaneo. Autore di molti saggi significativi, le sue opere hanno esaminato temi cardine della riflessione attuale, dall’analisi del mondo odierno all’estetica. La condizione postmoderna (1979) è il testo che lo ha reso celebre anche in Italia, ma i suoi testi più significativi, oltre a Discorso, figura, sono Economia libidinale (1974), A partire da Marx e Freud (1973), Rudimenti pagani (1977) e Il dissidio (1983), tutti tradotti in italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISBN 9788884836403&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-4789970163898810328?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/4789970163898810328/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=4789970163898810328' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/4789970163898810328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/4789970163898810328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2008/10/jean-francois-lyotard-discorso-figura.html' title='JEAN-FRANCOIS LYOTARD - Discorso, Figura'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SO21jjXLkmI/AAAAAAAAAFA/RMB-Ft0Z0nQ/s72-c/Volti-Lyotard-discorso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-8654739803091722414</id><published>2008-04-24T03:28:00.000-07:00</published><updated>2008-05-01T13:12:04.067-07:00</updated><title type='text'>ALAIN BADIOU - Ontologia transitoria</title><content type='html'>Il nostro tempo è senza alcun dubbio quello della sparizione senza ritorno degli dèi. Ma questa sparizione concerne tre processi distinti, poiché ci sono stati tre dèi capitali: quello delle religioni, quello della metafisica e quello dei poeti. Del dio delle religioni, bisogna solo dichiarare la morte. Il problema, in ultima istanza politico, consiste nel difendersi dagli effetti disastrosi che porta con sé ogni soggettivazione oscura di questa morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rispetto al dio della metafisica, è necessario compiere il percorso attraverso un pensiero dell’infinito che ne dissemina la risorsa sull’intera distesa delle molteplicità qualunque. Per ciò che riguarda il dio della poesia, è necessario che la poesia sgombri la lingua, sottraendole il dispositivo della perdita e del ritorno. Presi nella triplice destituzione degli dèi, possiamo già dire, noi, abitanti del soggiorno infinito della Terra, che tutto è qui, sempre qui, e che la risorsa del pensiero è nella pienezza egalitaria avvertita con fermezza, dichiarata con fermezza, di ciò che qui, a noi, avviene.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alain Badiou (Rabat, 1937) filosofo, drammaturgo, romanziere, oggi una delle voci più significative del panorama filosofico francese, è l’autore di Théorie du sujet (1982), L’Etre et I’Evénement (1988), Conditions (1992) e Logìques des mondes (2006). Presiede, presso la Scuola normale superiore di Parigi, il Centro internazionale di studio della filosofia francese contemporanea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/yrJfghN9qPM&amp;hl=en"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/yrJfghN9qPM&amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-8654739803091722414?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/8654739803091722414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=8654739803091722414' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/8654739803091722414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/8654739803091722414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2008/04/alain-badiou-ontologia-transitoria_24.html' title='ALAIN BADIOU - Ontologia transitoria'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-1594839746857659125</id><published>2008-04-18T09:44:00.000-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:49.358-08:00</updated><title type='text'>JACQUES DERRIDA - Incondizionalità o sovranità</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SAjQOf57UII/AAAAAAAAAEc/4OcDvkflY4Y/s1600-h/Derrida2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SAjQOf57UII/AAAAAAAAAEc/4OcDvkflY4Y/s320/Derrida2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5190627518045704322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’incondizionalità del pensiero, quella che dovrebbe trovare il suo luogo o il suo esempio nell’Università, si riconosce là dove può mettere in questione, in nome della libertà, il principio di sovranità come principio di potere. Messa in questione temile e abissale, non lo ignoriamo. Perché il pensiero allora, quello che là trova il suo luogo di libertà, si trova senza potere. Si tratta di un’incondizionalità senza sovranità, vale a dire al fondo di una libertà senza potere. Ma senza potere non significa “senza forza. &lt;br /&gt; Jacques Derrida&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se c’è una questione che domina il percorso più direttamente politico della decostruzione derridiana e che, col passare degli anni, ha acquisito via via maggiore importanza e visibilità, tale questione è, precisamente, quella della sovranità. Derrida traccia le coordinate essenziali per una decostruzione della sovranità; si tratta di distinguere la sovranità dall’incondizionalità, per poter così decostruire un concetto attraverso l’altro: la pulsione di sovranità attraverso l’esigenza di incondizionalità. Il potere assoluto diventa resa incondizionata, im-potere – ecco il cuore del potere di cui il potere non può riappropriarsi: il proprio im-potere costituente quale forza destrutturante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jacques Derrida (1930–2004) è stato uno dei massimi filosofi del Novecento. Ha insegnato a Parigi (École Normale Supérieure, École des Hautes Études) e negli Stati Uniti (Yale, UC Irvine, New York University, New School for Social Research, Cardozo law School). Tra le sue numerose opere, diffuse in tutto il mondo, ricordiamo: Della grammatologia (1967), Margini della filosofia (1972), Glas (1974), Spettri di Marx (1993), Politiche dell’amicizia (1994), Stati canaglia (2003).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/x_1mSnafzHA&amp;hl=en"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/x_1mSnafzHA&amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-1594839746857659125?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/1594839746857659125/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=1594839746857659125' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/1594839746857659125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/1594839746857659125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2008/04/jacques-derrida-incondizionalit-o.html' title='JACQUES DERRIDA - Incondizionalità o sovranità'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SAjQOf57UII/AAAAAAAAAEc/4OcDvkflY4Y/s72-c/Derrida2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-7878600893818889585</id><published>2008-04-18T09:41:00.000-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:49.512-08:00</updated><title type='text'>PIERRE LEVY - Cyberdemocrazia</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SAjPVf57UHI/AAAAAAAAAEU/-9psvso-aYw/s1600-h/Levy-1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SAjPVf57UHI/AAAAAAAAAEU/-9psvso-aYw/s320/Levy-1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5190626538793160818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ognuno di noi è una voce diversa, ma possiamo comporre la nostra canzone in modo tale che si mescoli alle altre in maniera armoniosa. Il gioco dell’intelligenza collettiva consiste nel riuscire a creare senza sosta nuovi tipi di armonia, sempre più capaci di comprendere il caos.” Pierre Lévy&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su Internet, non solamente tutti o quasi possono esprimere la loro opinione, non solamente si creano in continuazione forum e gruppi di discussione, ma nascono delle vere e proprie città e regioni virtuali. Esse tessono dei legami che sfuggono alle tradizionali barriere politiche e geografiche. Questa nuova libertà è un pericolo oppure un’opportunità? Secondo Pierre Lévy, essa preannuncia il prossimo avvento di una democrazia generalizzata e getta le basi di una vera e propria società planetaria e forse di una nuova forma di Stato. Una sintesi visionaria delle trasformazioni che l’avvento di Internet provoca nella vita democratica.&lt;br /&gt;Pierre Lévy, allievo di Michel Serres e di Cornelius Castoriadis, filosofo e teorico della rivoluzione digitale, ha diretto il dipartimento di Hypermédias dell’Università di Paris VIII e insegna attualmente all’Università del Québec, a Trois Rivières. È l’autore, tra gli altri, di Le tecnologie dell’intelligenza (1992) L’intelligenza collettiva (1996), Il virtuale (1997), Il fuoco liberatore (2000), Cybercultura (2000) e, in collaborazione con M. Authier, de Gli alberi di conoscenze (1999).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-7878600893818889585?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/7878600893818889585/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=7878600893818889585' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/7878600893818889585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/7878600893818889585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2008/04/pierre-levy-cyberdemocrazia.html' title='PIERRE LEVY - Cyberdemocrazia'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SAjPVf57UHI/AAAAAAAAAEU/-9psvso-aYw/s72-c/Levy-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-7504003273719937621</id><published>2008-04-18T09:30:00.001-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:49.690-08:00</updated><title type='text'>PIERRE KLOSSOWSKI - La moneta vivente</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SAjO6f57UGI/AAAAAAAAAEM/IsD-mM6NcOw/s1600-h/Klossowski.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SAjO6f57UGI/AAAAAAAAAEM/IsD-mM6NcOw/s320/Klossowski.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5190626074936692834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Moneta vivente, la schiava industriale vale sia per un segno garante di ricchezze sia per quelle ricchezze stesse In quanto segno essa vale per ogni sorta di ricchezze materiali, in quanto ricchezza esclude ogni altra domanda, se non la richiesta di cui rappresenta la soddisfazione”.&lt;br /&gt;Pierre Klossowski&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Considerato un maestro dell’erotismo del Novecento, il filosofo-scrittore francese con il saggio qui pubblicato intende esplorare l’origine della mercificazione del corpo. Secondo Klossowski il corpo può essere sottratto alla convenzionale logica procreativa unicamente se accede ad una trasgressiva economia commerciale che si realizza nella perversione erotica. Solo la “moneta vivente” riesce ad inaugurare un differente rapporto di scambio nel quale l’erotismo, a partire dall’esperienza di Sade, diventa un enigma pulsionale e fantasmatico che introduce al sentire eccessivo ed estremo. Per tale motivo la “moneta vivente” è anche una “moneta estetica”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pierre Klossowski, (Parigi 1905-2001) fu scrittore, pittore e pensatore prolifico che si occupò in particolar modo del pensiero di Nietzsche e de Sade. Egli lavorò anche su traduzioni che ancora oggi rimangono dei classici, come la sua versione dell’Eneide; tradusse inoltre Hörderlin, Kafka, Nietzsche, Benjamin.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-7504003273719937621?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/7504003273719937621/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=7504003273719937621' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/7504003273719937621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/7504003273719937621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2008/04/pierre-klossowski-la-moneta-vivente.html' title='PIERRE KLOSSOWSKI - La moneta vivente'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/SAjO6f57UGI/AAAAAAAAAEM/IsD-mM6NcOw/s72-c/Klossowski.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-3748266754999506964</id><published>2008-02-11T01:03:00.000-08:00</published><updated>2008-11-12T18:35:49.784-08:00</updated><title type='text'>IN LIBRERIA A GIUGNO  -  Roberto Esposito - Termini della politica. Comunità, immunità, biopolitica</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/R7Ai3u9CsjI/AAAAAAAAAD8/pc1A-kQuw78/s1600-h/Esposito-1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/R7Ai3u9CsjI/AAAAAAAAAD8/pc1A-kQuw78/s320/Esposito-1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165667113486168626" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introduzione di Timothy Campbell&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Termini della politica” segnano la chiusura del lessico politico moderno in una stagione che si spinge ben al di là dei suoi confini. Ma essi sono anche le parole – comunità, immunità, biopolitica, impersonale – che inaugurano un nuovo modo di pensare la politica nel momento in cui essa interpella sempre più direttamente la vita, intesa nella sua dimensione biologica. &lt;br /&gt;Sono infine le categorie fondamentali attraverso le quali Roberto Esposito sta elaborando un pensiero tra i più originali ed apprezzati della filosofia continentale contemporanea. Il suo testo è preceduto ed arricchito da un ampio saggio introduttivo di Timothy Campbell, che ne ricostruisce i passaggi concettuali nella cornice del dibattito filosofico internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roberto Esposito insegna Filosofia Teoretica presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane. Tra i suoi libri più recenti, tradotti in diverse lingue, Communitas. Origine e destino della comunità (1998), Immunitas. Protezione e negazione della vita (2002), &lt;br /&gt;Bíos. Biopolitica e Filosofia (2004), Terza persona. Politica della vita e filosofia dell’impersonale (2007), tutti editi da Einaudi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Timothy Campbell insegna Italian Studies nel Dipartimento di Romance Studies della Cornell University. Ha recentemente pubblicato Wireless Writing in the Age of Marconi (Minnesota Press 2006). Sempre per Minnesota ha curato ed introdotto la traduzione di Bíos. Biopolitica e filosofia di Esposito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1aagl7njRLA&amp;hl=en"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/1aagl7njRLA&amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-3748266754999506964?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/3748266754999506964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=3748266754999506964' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/3748266754999506964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/3748266754999506964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2008/02/roberto-esposito-termini-della-politica.html' title='IN LIBRERIA A GIUGNO  -  Roberto Esposito - Termini della politica. Comunità, immunità, biopolitica'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/R7Ai3u9CsjI/AAAAAAAAAD8/pc1A-kQuw78/s72-c/Esposito-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-3826085672367582815</id><published>2008-01-07T14:14:00.000-08:00</published><updated>2008-11-12T18:35:49.924-08:00</updated><title type='text'>GÜNTHER ANDERS - Il mondo dopo l'uomo. Tecnica e violenza - a cura di Lisa Pizzighella</title><content type='html'>In uscita a Maggio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/R4KkjtzSC2I/AAAAAAAAADs/K8rVkDXLoM0/s1600-h/MIM-Anders.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/R4KkjtzSC2I/AAAAAAAAADs/K8rVkDXLoM0/s320/MIM-Anders.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152861857162333026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Nei cimiteri in cui riposeremo nessuno verrà a piangerci. I morti non possono piangere altri morti”&lt;br /&gt;G. Anders&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Günther Anders pone il lettore di fronte ad un’evidenza: con l’avanzamento della tecnica l’uomo sta mettendo in pericolo la sua esistenza. Anzi, lo ha già fatto attraverso i tragici avvenimenti delle guerre mondiali, della guerra in Vietnam e dello sgancio della bomba atomica. Se l’uomo, peccando di un ingenuo antropocentrismo,  credeva di poter dominare la natura attraverso la tecnica, ora la situazione è rovesciata.  Non è più l’uomo il soggetto della storia, bensì la tecnica. Quest’ultima è già oltre ciò che l’uomo potesse immaginare. L’essere umano ha i mezzi per autodistruggersi ed egli ha dato prova di poterlo fare senza rendersene conto. La denuncia di Anders è radicale e fa appello alla necessità di riflettere sulla situazione in cui si trova l’uomo nel mondo che egli stesso ha prodotto  e nel tempo da lui definito come terza rivoluzione industriale. In questo tempo l’uomo è giunto ad una pericolosa scissione tra ciò che egli è in grado di produrre e le conseguenze ormai non più immaginabili della sua produzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Günther Anders (Breslava 1902 – Vienna 1992) fu allievo di Edmund Husserl e di Martin Heidegger.&lt;br /&gt;Tra le sue opere principali ricordiamo: Essere o non essere. Diario di Hiroshima e Nagasaki (1962),    L' uomo è antiquato. Vol. 1: Considerazioni sull'anima nell'era della seconda rivoluzione industriale e L' uomo è antiquato. Vol. 2: Sulla distruzione della vita nell'epoca della terza rivoluzione industriale (2003), Kafka. Pro e contro (2006).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-3826085672367582815?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/3826085672367582815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=3826085672367582815' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/3826085672367582815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/3826085672367582815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2008/01/gnther-anders-il-mondo-dopo-luomo.html' title='GÜNTHER ANDERS - Il mondo dopo l&apos;uomo. Tecnica e violenza - a cura di Lisa Pizzighella'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/R4KkjtzSC2I/AAAAAAAAADs/K8rVkDXLoM0/s72-c/MIM-Anders.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-1698730179444339265</id><published>2007-12-20T08:00:00.000-08:00</published><updated>2008-11-12T18:35:50.046-08:00</updated><title type='text'>Žižek on Cinema</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RzQxG4cyT5I/AAAAAAAAAC4/hojAkIFn-n4/s1600-h/MIM-Volti-Zizek-media-1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; 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margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RzSR-ocyT7I/AAAAAAAAADI/GQcL0iKrRy0/s320/MIM-Bozzi-1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5130886380677910450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PRESENTAZIONE di Luca Taddio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Dio mi ha costretto a stare da questa parte, tra i fenomeni; il resto dunque me lo devo immaginare. Fingete che il mondo dell’esperienza sia come effettivamente è; poi se ne parla». P. Bozzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo Bozzi è stato un pensatore eclettico, di grande originalità e coerenza speculativa: psicologo sperimentale, continuatore e innovatore della tradizione gestaltista, ma anche violinista, autore di racconti e aforismi e infine, come il lettore potrà notare leggendo questo libro, geniale filosofo. &lt;br /&gt;Fu autore sfuggente, refrattario alla notorietà e alle logiche accademiche, poco propenso a pubblicare i risultati delle proprie ricerche. «L’Accademia – recita un suo aforisma – è l’organo con cui la società si difende dalle idee». &lt;br /&gt;Imparare ad osservare il mondo: coloro che hanno conosciuto Bozzi hanno appreso grazie a lui la capacità di guardare le cose «così come appaiono», indipendentemente dall’uso che possiamo farne, dai nostri pregiudizi e dalla conoscenza che deriva dal pensiero scientifico che gravita attorno alle «cose». «Lui – scrive Claudio Magris – mi ha insegnato a vedere la realtà, a prestare attenzione non solo alle idee, ma pure alle cose. Senza di lui […] probabilmente non avrei scritto Danubio o Microcosmi» . &lt;br /&gt;A metà degli anni cinquanta si laureò in filosofia a Trieste con una tesi sul pragmatismo, dove prese in esame Peirce e James ma anche il pensiero degli italiani Vailati e Calderoni; in questo periodo conobbe lo psicologo gestaltista Gaetano Kanizsa, la persona che maggiormente influenzò il suo percorso scientifico. Affrancatosi dall’insegnamento di stampo idealistico gentiliano, che gli era stato impartito nel primo periodo di studi universitari, si dedicò alla lettura di filosofi inglesi come Moore, Russell e Austin e neopositivisti come Schlick. Nel 1958 Bozzi iniziò a collaborare con Kanizsa come assistente a Trieste, conducendo le sue ricerche pioneristiche sull’isocronismo del pendolo. «Mi accadde – racconta Bozzi – di osservare che le oscillazioni di un pendolo possono apparire “troppo rapide” o “troppo lente” o “naturali”, e mi sembrò di scoprire in questo fatto un sottile filo tra la meccanica di Galileo e quella di Aristotele» . Tali studi lo condussero ai primi lavori di fisica ingenua, oggi meglio conosciuta come Naive Physics. &lt;br /&gt;Da Kanizsa apprese le sottigliezze metodologiche della ricerca sperimentale, in un ambiente dove, come egli stesso ricorda, sebbene ufficialmente venisse adottata una versione ortodossa della teoria della Gestalt, nella pratica «la discussione teoretica era molto scoraggiata come superflua», privilegiando invece la pura osservazione dei fatti . L’arte di Kanizsa consisteva nel sottoporre ai soggetti sperimentali delle strutture visive, «agendo fenomenicamente su un fatto fenomenicamente esplicito», per poi modificarle sistematicamente al fine di ottenere effetti percettivi inaspettati e «paradossali». Quantificazione e misura erano utilizzate solo lo stretto necessario. Ciò che contava era la scoperta, mentre l’esperimento, concepito come controllo di ipotesi, passava in secondo piano. L’operare di Kanizsa si basava su un continuo ricorso al procedimento chiamato percept-percept coupling, secondo il quale «una proprietà fenomenica agisce su un’altra proprietà fenomenica direttamente e visibilmente, quale che sia l’immaginabile stato dei relativi stimoli» . Nel suo modo di procedere non erano in gioco stimoli e percezioni, ma inferiora e superiora «ontologicamente complanari», metodo che avvicinava Kanizsa alla scuola di Graz di Meinong e Benussi (maestro di Musatti che a sua volta fu maestro di Kanizsa). Bozzi, profondamente influenzato da questo metodo, tradusse in termini teorici il lavoro svolto quotidianamente da Kanizsa. «Negli anni successivi ho lavorato in direzione di un monismo realistico sempre più accentuato e intransigente, che però contiene tutto quello che ho imparato da Köhler e discusso con Metzger» . &lt;br /&gt;Fu un instancabile lettore dei classici del pensiero scientifico e filosofico, che nella lettura di Bozzi venivano trattati come se fossero dei contemporanei; ciò gli permetteva di confrontare le idee e i fatti in maniera sincronica. La sua spiccata vocazione per la teoresi gli permetteva di trattare gli autori del passato come pensatori con cui dialogare su fatti di percezione quotidianamente ricorrenti, anziché considerarli come antiquati filosofi ingrigiti dal tempo. Galileo, Hume, Peirce e James diventano così dei colleghi con i quali confrontarsi in maniera proficua: possiamo scoprire, per esempio, la «maraviglia» suscitata dall’isocronismo del pendolo esattamente come al tempo la notò Galileo. «Ritengo possibile andar a osservare i fatti – scrive Bozzi – tutte le volte che un testo del remoto passato rimanda esplicitamente all’osservazione». Refrattario alle mode scientifiche del momento, fu uno «tra i pochissimi a credere che l’impianto teoretico dei gestaltisti classici appartiene più al futuro della psicologia della percezione che non al suo passato; e che molte delle debolezze della percettologia d’oggi dipendono dal fatto di non aver né capito né letto i testi classici della Gestalttheorie» . Secondo Bozzi, l’atto percettivo non è determinato dall’esperienza pregressa ma è autonomo rispetto all’attività del pensiero e consiste nell’osservazione diretta del mondo esterno: i fenomeni hanno il carattere della dura realtà delle cose incontrate nel mondo, essi sono ostensibili, interosservabili e, attraverso il metodo fenomenologico sperimentale, ripetibili. La percezione diretta del mondo è per Bozzi anche indipendente dal nostro linguaggio, dalle idee e dai concetti; Wittgenstein, in un passo spesso citato da Bozzi, afferma che «interpretare è un’azione» mentre «vedere non è un’azione ma uno stato». &lt;br /&gt;Poco incline all’adottare lo stile standardizzato richiesto dalle riviste scientifiche, prediligeva una prosa scientifica sorvegliata e attenta, dai tratti spesso letterari. Questa scelta stilistica derivava probabilmente dalla volontà di rendere la descrizione funzionale non tanto alla logica della quantità, quanto piuttosto a quella della qualità dell’apparire fenomenico. Si trattava della ricerca di una continuità tra il piano autonomo dell’osservazione, la descrizione dei fatti e la teoria. Tale continuità può forse essere estesa alle sue opere artistiche e letterarie. Bozzi imprimeva questo stile espositivo anche alle sue lezioni, le quali apparivano al contempo colloquiali e rigorose. Sempre attento a evitare un gergo specialistico ritenuto sterile e superfluo, preferiva attingere alla ricchezza del linguaggio comune, non temendo l’utilizzo espressivo, ma calibrato, di forme dialettali.  &lt;br /&gt;Bozzi insegnò a Trieste, Padova, Trento e di nuovo a Trieste; fu autore di importanti testi come: Unità identità causalità (1970), Fenomenologia sperimentale (1989), Fisica ingenua (1990), Experimenta in visu (1993), Vedere come (1998) e anche della biografia del violinista e compositore goriziano Rodolfo Lipizer (1997). Un mondo sotto osservazione è il titolo che abbiamo scelto per raccogliere la gran parte degli articoli di Bozzi appartenenti agli anni novanta. Il progetto di una «scienza degli osservabili in atto» iuxta propria principia prevede come metodo la fenomenologia sperimentale e come base teorica il monismo realista. La fenomenologia sperimentale si configura come «una sorta di etologia degli oggetti e degli eventi», epistemologicamente indipendente da presupposti fisiologici.  Questa indipendenza comporta per Bozzi che ogni spiegazione causale della percezione, dall’oggetto fisico fino al cervello, sia considerata una condizione sufficiente ma non necessaria alla percezione fenomenica. Il genio maligno immaginato da Cartesio potrà farci dubitare della necessità del dato causalmente inteso, ma non del dato fenomenico in quanto tale. Se il metodo di ricerca è tassativamente fenomenologico, il realismo è presentato come un «optional»: si può fare ricerca anche essendo dualisti, ma è filosoficamente che il realismo monistico d’ispirazione machiana di Bozzi va compreso in tutta la sua portata teorica. Il suo progetto di una «scienza del mondo esterno» e le sue argomentazioni in difesa del realismo sono tra i contributi più originali della filosofia contemporanea. &lt;br /&gt;La raccolta di scritti che presentiamo mostra l’originalità del pensiero di Bozzi sia come psicologo che come filosofo: due aspetti non scindibili che hanno accompagnato tutto il suo lavoro. Infatti la sperimentazione è, per quanto decisiva, solo una parte del suo discorso, ricco di intrecci e legami con problemi classici della filosofia della conoscenza e della «ontologia», sui quali ha gettato nuova luce. Un mondo sotto osservazione rappresenta una sorta di testamento filosofico del monismo realista di Bozzi. La maggior parte degli articoli che raccogliamo in questo volume sono stati pubblicati singolarmente e sono circolati all’interno di ambienti ristretti e specialistici. Il libro si apre e si chiude con dei brevi racconti, a simboleggiare il filo rosso del pensiero di Bozzi che attraversa il piano scientifico, filosofico e letterario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“In questi studi Bozzi mostra non come è fatto il mondo, ma come noi lo percepiamo, come arriva al nostro occhio, alla nostra corteccia cerebrale, alla nostra mente e al nostro cuore; cosa succede quando le cose, i colori, i movimenti, la vita intorno a noi entrano in noi e diventano oggetto di esperienza, di classificazione, di amore o di rifiuto. Tutto questo diviene&lt;br /&gt;letteratura – un’ affascinante, zingaresca e precisa letteratura”. - Claudio Magris&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Muovendo proprio dalla certezza sensibile, la vittima preferita della filosofia, Paolo ha combattuto la sua lotta filosofica a favore di una rifondazione dell’esperienza, una lotta che può apparire impari solo se si concepisce la filosofia&lt;br /&gt;come una battaglia tra ombre e teorie, e non anche tra osservazioni minute ed esatte, tratte dall’inesauribile sfera della percezione. Giocando da outsider e con altri materiali, ha toccato il nocciolo della questione. L’anomalia non è&lt;br /&gt;così grande: un ingegnere, Carlo Emilio Gadda, ha rinnovato la letteratura italiana del Novecento. Uno psicologo, Paolo Bozzi, ne ha ringiovanita la filosofia”. - Maurizio Ferraris&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scritti sul realismo è il frutto dell’ultimo, intenso, decennio di riflessione di Paolo Bozzi e rappresenta così il condensato del suo testamento filosofico. Il volume, inedito, raccoglie una serie d’importanti saggi elaborati durante gli&lt;br /&gt;anni novanta, in cui lo psicologo affronta cruciali problemi a cavallo tra scienza e filosofia seguendo l’approccio anti-psicofisico e la fenomenologia sperimentale iuxta propria principia che aveva da sempre contraddistinto il suo&lt;br /&gt;originale e rigoroso programma teoretico. Alcuni aforismi e racconti che aprono e chiudono il volume sono proprio tesi a ricordarci, nella loro lucida intelligenza, la ricchezza d’interrogativi e di temi filosofici che è possibile dispiegare tramite&lt;br /&gt;la semplice osservazione del mondo esterno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo Bozzi (1930-2003), psicologo sperimentale formatosi a Trieste con Gaetano Kanizsa, dopo aver insegnato psicologia presso le università di Padova e di Trento, è stato fino al 1999 professore ordinario di Metodologia delle scienze del comportamento alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Trieste. Musicologo, padre della “fisica ingenua”, allievo di Rodolfo Lipizer per il violino, ha pubblicato Unità, Identità, Causalità (Cappelli 1969), Fenomenologia sperimentale (Il Mulino 1989), Fisica ingenua (Garzanti 1990), Experimenta in visu (Guerini 1993), Vedere come (Guerini 1998) oltre che Rodolfo Lipizer&lt;br /&gt;nei miei ricordi (Studio Tesi 1997).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-1651295838325580034?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/1651295838325580034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=1651295838325580034' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/1651295838325580034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/1651295838325580034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/11/paolo-bozzi-un-mondo-sotto-osservazione.html' title='PAOLO BOZZI - Un mondo sotto osservazione'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RzSR-ocyT7I/AAAAAAAAADI/GQcL0iKrRy0/s72-c/MIM-Bozzi-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-5048266651181555051</id><published>2007-11-09T02:05:00.000-08:00</published><updated>2008-11-12T18:35:50.572-08:00</updated><title type='text'>SLAVOJ ŽIŽEK- L'universo di Hitchcock. A cura di Damiano Cantone</title><content type='html'>In uscita a Marzo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RzQxG4cyT5I/AAAAAAAAAC4/hojAkIFn-n4/s1600-h/MIM-Volti-Zizek-media-1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RzQxG4cyT5I/AAAAAAAAAC4/hojAkIFn-n4/s320/MIM-Volti-Zizek-media-1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5130779869783936914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-5048266651181555051?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/5048266651181555051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=5048266651181555051' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/5048266651181555051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/5048266651181555051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/11/slavoj-iek-luniverso-di-hitchcock-cura.html' title='SLAVOJ ŽIŽEK- L&apos;universo di Hitchcock. A cura di Damiano Cantone'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RzQxG4cyT5I/AAAAAAAAAC4/hojAkIFn-n4/s72-c/MIM-Volti-Zizek-media-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-8899727992015481897</id><published>2007-11-08T01:00:00.000-08:00</published><updated>2007-11-08T01:01:50.338-08:00</updated><title type='text'>Il cinema come falso movimento di Alain Badiou</title><content type='html'>È possibile affermare un pensiero del cinema partendo dalla nozione di immagine? Di immagine in movimento? Di quella che precisamente Gilles Deleuze ha chiamato l'immagine - movimento?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto sta, a me pare, nel ritenere che la realtà del cinema siano i film, le operazioni convocate nei vari film. Come non c'è poesia senza che vi siano dei poemi, così non c'è cinema senza i film. E un film non è la realizzazione delle categorie, anche materiali, presupposte. Categorie come immagine, movimento, inquadratura, fuori - campo, trama, colore, testo, e così di seguito. Un film è una singolarità operazionale, essa stessa colta nel processo denso ed unanime di una configurazione d'arte. Un film è un punto - soggetto per una configurazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo soggetto, come ogni soggetto, deve innanzitutto pensarsi come operazione di sottrazione. Un film opera tramite ciò che toglie, l'immagine vi è soprattutto occultata. Il movimento vi è impastoiato, sospeso, rovesciato, arrestato. Più essenziale della presenza è il taglio, non solamente per l'effetto del montaggio, ma anzitutto e per lo più per effetto della "messa-in-inquadratura" e del filtraggio controllato del visibile. Al cinema importa che i fiori che vengono mostrati, come in quella sequenza di Visconti, siano fiori mallarméiani, che si neghino ad ogni profumo. Li vedo, quei fiori, ma è proprio dal taglio che li determina, che nasce, inscindibilmente, la loro singolarità e la loro idealità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutta la differenza rispetto alla pittura consiste nel fatto che non è il vederli che ne fonda l'Idea nel pensiero, ma l'averli visti. Il cinema è un arte del passato perpetuo, nel senso che il passato è istituito dal passato. Il cinema è Visitazione: l'Idea di ciò che avrei visto o compreso, permane in quanto passa. Organizzare il passaggio dell'Idea con il tocco leggero intrinseco al visibile, ecco l'operazione del cinema, in cui sono le operazioni proprie di un artista a creare le possibilità .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così il movimento, al cinema, deve essere pensato in tre modi differenti. Da una parte, rapporta l'Idea all'eternità paradossale di un passaggio, di una Visitazione. C'è una strada, a Parigi, che si chiama "le passage de la Visitation", potrebbe essere chiamata la via del cinema. Si tratta qui del cinema come movimento globale. D'altra parte il movimento, per delle operazioni complesse, è ciò che sottrae l'immagine a se stessa, ciò che fa sì che sia trascorsa, sebbene inscritta. Perché è nel movimento che si incarnano gli effetti di taglio. Soprattutto, come si vede in Straub, quando l'arresto apparente del movimento locale mostra l'evidenza del visibile. O, come in Murnau, quando è l'avanzare di un tram che organizza la topologia segmentata di un faubourg ombreggiato. Diciamo che qui si hanno degli atti di movimento locale. Infine, il movimento è circolazione impura attraverso la totalità delle altre attività artistiche, esso accoglie l'Idea con l'allusione che contrasta, mediante un processo di sottrazione, con le arti, strappate alla loro destinazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È infatti impossibile pensare al cinema al di fuori di un sorta di spazio generale in cui si evidenzia la sua connessione con le altre arti. È la settima arte in un senso del tutto particolare. Non dispone sullo stesso piano delle altre sette, le implica, è una in più delle altre sei. Opera su di loro, a partire da loro, tramite un movimento che le sottrae a loro stesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domandiamoci per esempio cosa deve al Wilhelm Meister di Goethe Falso movimento di Wim Wenders. Abbiamo qui un romanzo e del cinema. Ammettiamo necessariamente che il film non esisterebbe, o piuttosto non sarebbe esistito, senza il romanzo. Ma qual è il senso di questo rapporto di condizione? O più precisamente: secondo quali modalità proprie al cinema è possibile questa azione romanzesca su di un film ? Questione tortuosa, difficile. Si vede bene che siamo in presenza di due operazioni: che ci sia un racconto, o una traccia di racconto; che ci siano dei personaggi, o allusioni ai personaggi. Per esempio qualcosa opera nel film, filmicamente, come eco del personaggio di Mignon. tuttavia, la libertà della prosa romanzesca è di non mostrare alla vista i corpi, la cui visibile infinità sfugge alla più fine delle descrizioni. Qui, il corpo è dato dall'attrice, ma "attrice" è un espressione teatrale, una parola propria alla rappresentazione. Ecco che già il cinema strappa il romanzesco a se stesso prendendo dal teatro. Ora si nota facilmente che l'Idea filmica di Mignon si colloca precisamente, per una certa parte, in questo strappo. È posta tra teatro e romanzo, ma, allo stesso tempo, "né nell'uno, né nell'altro", per cui tutta l'arte di Wenders consiste nel mantenere il passaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ora chiedo cosa deve Morte a Venezia di Visconti a Morte a Venezia di Thomas Mann, eccomi trascinato in direzione della musica. Perché la temporalità del passaggio è dettata, pensiamo alla sequenza d'apertura, più per l'adagio della quinta sinfonia di Mahler che per il ritmo prosodico di Thomas Mann. Supponiamo che l'Idea sia qui il legame tra la melanconia amorosa, il genio del luogo e la morte. Visconti realizza la Visitazione di questa Idea nella breccia che una musica apre nel visibile, abbandonando la prosa, poiché lì non è detto nulla, e nulla è testuale. Il movimento sottrae il romanzesco alla lingua, e lo trattiene in un margine mobile tra la musica ed il luogo. Ma a loro volta, musica e luogo cambiano i loro propri valori, in modo che la musica è annullata per delle allusioni pittoriche, mentre ogni stabilità pittorica si discioglie nella musica. Queste traslazioni e dissoluzioni sono ciò che, alla fine, costituirà tutta la realtà del passaggio dell'Idea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si potrebbe chiamare "poetica del cinema" lo snodo delle tre accezioni del termine "movimento", il cui effetto consiste nella visita del sensibile da parte dell'Idea. Insisto sul fatto che essa non si incarna. Il cinema smentisce la tesi classica, secondo cui l'arte è la forma sensibile dell'Idea. Perché la visita del sensibile da parte dell'Idea non le conferisce alcun corpo. L'Idea non è separabile, nel cinema esiste solo nel suo passaggio. L'Idea è visitazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facciamo un esempio. Che succede in Falso movimento quando il protagonista legge infine il suo poema? Se ci si riferisce al movimento globale, si potrebbe dire che questa lettura è una cesura rispetto ai percorsi anarchici, all'errare di tutto il gruppo. Il poema è posto come idea di poema tramite un effetto di margine, un'interruzione. Così viene trasmessa l'idea che ogni poema è una interruzione della lingua, conosciuta come semplice strumento di comunicazione. Il poema ingabbia la lingua in se stessa, considerato che la lingua qui è rappresentata filmicamente come la corsa, la ricerca, una sorta di stravolto ansito. Se ci si riferisce al movimento locale, si dirà che la visibilità del lettore, il suo proprio sgomento, lo mostra in preda al suo annullamento nel testo, nella cosa anonima che quello diviene. Poema e poeta si sopprimono reciprocamente. Ciò che resta è una specie di stupore d'esistere, stupore d'esistere che è forse il vero soggetto del film. Considerando il movimento impuro delle arti, si vedrà che in realtà la poetica espressa dal film è lo sradicamento da sé del poetico che è sotteso al poema. Perché l'essenziale è che un attore, anch'egli contaminazione impura del tipo romanzesco, legge un poema che non è un poema, per far sì che avanzi il passaggio di tutt'altra idea, cioè che questo personaggio non potrà, non potrà mai, nonostante il suo disperato desiderio, legarsi agli altri, dare una stabilità al suo essere grazie agli altri. Lo stupore di esistere nel primo Wenders, prima degli angeli per dirla così, è l'elemento solipsista, il fatto, che nasce da lontano, che un tedesco non possa stare insieme ed accordarsi ad altri tedeschi in tutta tranquillità, per quanto si possa parlare oggi, in termini politici chiari, di un essere tedeschi in quanto tale. La poetica del film è, nell'intreccio dei tre movimenti, il passaggio di un idea per nulla semplice. Al cinema, come in Platone, le vere idee sono frutto di commistioni, e ogni tentativo di univocità affoga le poetiche. Nel nostro esempio, questa lettura del poema fa apparire, o trascorrere, l'idea di un nesso d'idee: c'è un luogo definito dal poema, dallo stupore di esistere e dall'incertezza nazionale che è esclusivamente tedesco. È questa l'idea che pervade la sequenza. E per rendere al pensiero la complessità e la plurivocità di quest'idea, occorre il nesso di tre movimenti: il movimento globale, per cui l'idea non è altro che il suo trascorrere, il movimento locale, per cui essa è altro da ciò che è, altro dalla sua immagine, e il movimento impuro, per cui si situa nelle frontiere mobili di possibili immaginari artistici non frequentati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E come la poesia è un artificio, una manipolazione codificata, che ingabbia la lingua, il raccordo di movimenti che costituiscono la poetica del cinema è un falso movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il movimento globale è falso, per via che nessuna misura gli è propria. La struttura tecnica regola un flusso discreto e uniforme, di cui è segno d'arte non tenerne conto. Le unità di montaggio, come i piani o le sequenze, sono composte non secondo la scansione temporale, ma secondo un principio di vicinanza, di memoria, di insistenza o di rottura, che danno più una topologia che un movimento. Il falso movimento, per cui l'Idea non è data se non come passaggio, si impone filtrato da questo spazio di composizione, tratteggiato dal filmare. Diremo che c'è un'Idea perché c'è uno spazio di composizione, e che c'è passaggio perché questo spazio si sposta, o si mostra, come tempo globale. Così, in Falso movimento, la sequenza dei treni che si sfiorano e si allontanano è una metonimia di tutto lo spazio di composizione. Il suo movimento è la pura esposizione di un contesto in cui la prossimità soggettiva e l'allontanamento sono indiscernibili, che poi è l'Idea dell'amore in Wenders. Il movimento globale non è che la distensione pseudo - narrativa di questo contesto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il movimento locale è falso, perché non è che l'effetto della sottrazione dell'immagine, come del dire, a se stesso. Non c'é qui nemmeno movimento originario, movimento in sé. Si ha una visione forzata, che non essendo riproduzione di nulla - affermiamo en passant che il cinema è la meno mimetica delle arti -, crea un effetto temporale di attraversamento e diffusione, per cui il visibile è attestato in qualche modo "al di là dell'immagine", del pensiero. Penso per esempio alla sequenza di L'infernale Quinlan (The touch of Evil), di Welles, dove il corpulento poliziotto crepuscolare rende visita a Marlene Dietrich. Il tempo locale è indotto dalla vera visita che proprio Welles rende a Marlene Dietrich, la cui idea non ha nessuna coincidenza con l'immagine manifesta, che dovrebbe essere quella di un poliziotto che va a casa di una anziana prostituta. Così che la lentezza quasi cerimoniosa dell'incontro promana dal fatto che l'immagine che appare deve essere percorsa dal pensiero che, per un'inversione di valori nella finzione, si tratti proprio di Marlene Dietrich e di Orson Welles, non di un poliziotto e di una puttana. Da ciò l'immagine è strappata a se stessa e ridata alla realtà del cinema. Qui, del resto, il movimento locale si dirige verso il movimento impuro, perché l'idea, propria della generazione ultima di artisti, si pone al confine tra cinema come film e come rappresentazione e come arte, al confine tra il cinema e se stesso, tra il cinema come effettività e il cinema come cosa del passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, il movimento impuro è il più falso di tutti, perché non esiste in realtà nessuna maniera di produrre un movimento da un'arte ad un'altra. Le arti sono chiuse. Nessun dipinto di trasformerà in musica, nessun balletto in poema. Ogni tentativo diretto in questo senso è vano. Eppure, il cinema è l'organizzazione di questo movimento impossibile. Tuttavia, questa è ancora una volta una sottrazione. La citazione allusiva alle altre arti, costitutiva del cinema, le strappa a loro stesse, e ciò che resta è giustamente la breccia nella barriera di confine da cui è passata l'idea. Solo il cinema può assicurare tale visitazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così il cinema, esistendo nei film, annoda tre falsi movimenti. Questa triplicità muove come puro passaggio la mescolanza, l'impurità ideale che ci colpisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cinema è un atto impuro. È propriamente il "più-uno" delle arti, parassita ed incostante. Ma la sua forza d'arte contemporanea è di produrre idee, il passare nel tempo, dall'impurità di ogni idea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*(Il presente testo è una conferenza pronunciata da Alain Badiou il 29 novembre 1993 presso lo Studio delle Orsoline)&lt;br /&gt;(trad. Aldo Pardi) - http://www.kainos.it/Pages/artic%20emer02.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-8899727992015481897?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/8899727992015481897/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=8899727992015481897' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/8899727992015481897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/8899727992015481897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/11/il-cinema-come-falso-movimento-di-alain.html' title='Il cinema come falso movimento di Alain Badiou'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-358937228208157444</id><published>2007-11-02T06:58:00.001-07:00</published><updated>2007-11-08T01:02:30.816-08:00</updated><title type='text'>Massimo Donà e Vincenzo Vitiello - MARTEDI' 20 NOVEMBRE 2007 - FELTRINELLI MILANO - VIA MANZONI, ORE 18.00</title><content type='html'>Modera e introduce Luca Taddio (Mimesis Edizioni)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-358937228208157444?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/358937228208157444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=358937228208157444' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/358937228208157444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/358937228208157444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/11/massimo-don-e-vincenzo-vitiello-martedi.html' title='Massimo Donà e Vincenzo Vitiello - MARTEDI&apos; 20 NOVEMBRE 2007 - FELTRINELLI MILANO - VIA MANZONI, ORE 18.00'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-9156309699176653074</id><published>2007-11-02T06:42:00.000-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:50.710-08:00</updated><title type='text'>IL NUOVO SPAZIO PUBBLICO - VERSO UNA SOCIETÀ’ TRASPARENTE di PIERRE LEVY</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RzQxh4cyT6I/AAAAAAAAADA/NJvkXZTLWyQ/s1600-h/MIM-Volti-Levy-media-1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RzQxh4cyT6I/AAAAAAAAADA/NJvkXZTLWyQ/s320/MIM-Volti-Levy-media-1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5130780333640404898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’interno delle culture prettamente orali, che hanno caratterizzato il 95% del tempo che la nostra specie ha trascorso su questo pianeta, la memoria umana era circoscritta alla capacità di ricordare dei gruppi di anziani. Gli strumenti, i gioielli, le statue, i monumenti di pietra e le immagini dipinte erano i soli supporti capaci di trasmettere i concetti astratti. Con la scrittura, apparsa in Mesopotamia 5000 anni fa, le conoscenze hanno cominciato ad essere registrate in maniera più efficace. Da allora lo spirito umano ebbe modo di guardare al passato non solamente utilizzando l’immaginazione, i miti e le tracce materiali. La nuova abbondanza di testimonianze linguistiche provenienti dai tempi antichi o da realtà culturali lontane, permise di mettere in prospettiva le conoscenze legate al presente, così come i progetti legati al futuro. I registri, i quadri, i testi, i discorsi, che erano diventati oramai abbastanza usuali, abituarono lo spirito umano ad utilizzare uno sguardo analitico, logico, critico e comparativo nei confronti della realtà.&lt;br /&gt; Allora, però, anche se la società intera fu trasformata dall’avvento della scrittura, solo gli scriba erano in grado di utilizzare tale strumento. I primi documenti scritti furono conservati nei templi e nei palazzi, si trattava perlopiù di strumenti gestionali (amministrazione di grandi organi) e di dominio (registri fiscali, corvée, tributi) nelle mani di pochi, ovvero essi erano riservati ai sacerdoti ed ai funzionari regi. Gli scriba, quindi, venivano a contatto con i nuovi ambiti dello spirito come la teologia, la scienza e la storia. La scrittura aprì all’umanità un ampio spazio dello scibile che affondava le sue radici lontano nel tempo. Nello stesso momento, però, essa racchiudeva un cerchio di informazioni segrete, occulte, accessibili solo ai privilegiati della casta statale, sacerdotale o nobiliare.&lt;br /&gt; Con l’invenzione dell’alfabeto, la scrittura divenne fruibile più ampiamente. Redatte in caratteri alfabetici già a partire dal VI secolo a.C., le leggi delle città greche diventarono leggibili da tutti, di conseguenza venne introdotto il concetto di pratica della cittadinanza. Si potrà obiettare che la città greca escludesse le donne, gli stranieri e gli schiavi, ma bisogna dire che la civiltà dell’alfabeto ha anche inventato il concetto di libertà in generale, e di libero cittadino in particolare, senza il quale non avremmo parametri di giudizio. Noi siamo loro eredi: non ammiriamo tanto i Greci perché hanno abolito la schiavitù, importantissimo traguardo storico e umano raggiunto solo dalla civiltà della stampa, quanto perché hanno fatto della libertà – contrapposta alla schiavitù – uno dei loro supremi valori. Ciò è ancora più significativo se pensiamo che nelle civiltà classiche dell’Egitto, della Mesopotamia e della Cina, per non parlare del sistema delle caste in India, esistevano diverse forme di soggezione.&lt;br /&gt; Le religioni monoteiste, come le spiritualità platoniche, stoiche e buddiste, sono fondate su testi alfabetici. Il loro supporto alfabetico non è slegato dal loro carattere universale e dalla loro proclamazione di uguaglianza tra tutti gli animi. Le realtà che hanno fatto proprio l’alfabeto – giudaismo, cristianesimo, islam, stoicismo e buddismo – hanno tutte messo al centro della condizione umana il libero arbitrio o la libertà dello spirito. Ricordiamo che lo stoicismo – poco conosciuto oggi – è apparso nel terzo secolo a.C., ha impregnato l’universo ellenistico e romano ed ha influenzato profondamente il cristianesimo e la filosofia occidentale successiva. La sua etica di libertà interiore, di attenzione al momento presente e di accettazione del concetto di necessità possiede molti tratti paragonabili a quelli delle filosofie chiamate «orientali».&lt;br /&gt; La filosofia, così come la conoscenza scientifica a respiro universale – la geometria dimostrativa, per esempio – sono legate nella stessa misura alla comunicazione legata ad un alfabeto. Questi saperi universali sono indipendenti da ogni tradizione culturale particolare. Il mondo dei concetti astratti e delle conoscenze universali è, di principio, aperto a tutti coloro che vogliono fare lo sforzo di accedervi, si tratta infatti di un’élite democratica. La retorica, arte della comunicazione e base della comunicazione “liberale”, fiorì tra quella rete di città commerciali che erano le brillanti civiltà urbane greche, ellenistiche, romane e arabe. Fu lo spirito ed il sapere di questi imperi dell’alfabeto che inonderà l’Europa durante il Rinascimento. &lt;br /&gt; La stampa, rendendo i testi, i dati numerici, i disegni e le mappe più disponibili e più precisi, fornì uno dei presupposti alla rivoluzione della scienza sperimentale compiuta nell’Europa moderna. Essa giocò un ruolo fondamentale nella costituzione della repubblica delle lettere dell’Europa rinascimentale, strutturata dalle accademie e delle riviste scientifiche. Quest’élite intellettuale costituisce la prima “comunità virtuale” deterritorializzata che funzionava quasi in tempo reale. La nuova disponibilità di libri e la comparsa della stampa diedero luogo ad un’immensa apertura dello spirito. Grazie al nuovo mezzo di comunicazione, gli Europei furono esposti ad una varietà di informazioni senza precedenti, una varietà di idee e di immagini. Il concetto più caro agli Illuministi, cioè la speranza di un’emancipazione dell’umanità legata al progresso delle conoscenze, alla loro diffusione crescente, come alla pratica della tolleranza e del dialogo, risale a quest’epoca. Sul piano religioso, la stampa fu uno dei presupposti della Riforma e della comparsa dei credo che sono alla base di movimenti politici e sociali degli ultimi tre secoli (liberalismo, socialismo... ).&lt;br /&gt; Nei secoli che seguirono l’invenzione della stampa non circolarono solo le notizie politiche e militari o le rivendicazioni sociali, ma anche le immagini riprese dai telescopi, dai microscopi e dalle macchine fotografiche. I campi del percettibile, del memorabile e del pensabile hanno potuto godere della possibilità di essere conservati. Sul piano politico, che è ciò che qui ci interessa di più, è chiaro che l’opinione pubblica, fondamento delle grandi democrazie moderne, non si sarebbe formata senza lo sviluppo dei giornali e dunque senza la stampa. Le grandi idee liberali e democratiche del XVII e XVIII secolo, come le Rivoluzioni americana e francese, si sono basate sulla comunicazione stampata. I periodi di rivoluzione e creazione politica in Europa, 1968 incluso, sono sempre stati accompagnati da un’esuberante moltiplicazione di giornali e pubblicazioni di ogni sorta.&lt;br /&gt; Capiamoci bene: non voglio sostenere che ogni nuova preponderanza di un mezzo di comunicazione determini automaticamente il regime politico corrispondente, ma che alcuni cambiamenti politici non sono possibili – e nemmeno pensabili – senza l’esistenza di un media appropriato. D’altro canto, credo che i regimi politici arcaici non possano sopravvivere a lungo se una porzione significativa della popolazione che assoggettano accede a nuovi mezzi di comunicazione. Il terrore che hanno le dittature nei confronti della libertà di stampa, delle radio, delle televisioni satellitari e di Internet è perfettamente giustificabile.&lt;br /&gt; La stampa, la fotografia, il cinema, il telefono, la radio e la televisione, accompagnati dallo sviluppo dell’istruzione pubblica e dalla facilità di spostamento degli ultimi due secoli, hanno reso il mondo più visibile, più ascoltabile, più accessibile, più trasparente. L’ampliamento della «sfera pubblica», cioè di uno spazio condiviso di visibilità e comunicazione collettiva ha definito in un colpo solo il suo complementare: la sfera privata e riservata dell’individuo o della famiglia. Gli anglofoni parlano di privacy, ma potremmo parlare di opacità. Il segreto d’affari, il segreto di Stato, il segreto militare (“classified”), il segreto del confessionale, dell’alcova o il segreto medico sono conservati in luoghi chiusi, opachi, refrattari alla comunicazione. Lo schiudersi del cyberspazio non fa che proseguire il movimento plurisecolare dell’aumento di visibilità e trasparenza. In ambito scientifico, le tecniche di visualizzazione hanno un’importanza sempre crescente: schemi, mappe, foto, film, simulazioni interattive appartengono sempre più all’attività quotidiana dei ricercatori. Le immagini traducono e semplificano la percezione dei numerosi dati e sono sempre più create ed elaborate al computer. La manipolazione dei modelli visivi di fenomeni complessi (un’interazione tra molecole per esempio) si fa strada tra i metodi teorici ed astratti. La “visione diretta” delle rielaborazioni informatiche è diventata una pratica - ed un principio epistemologico - sempre più legittima, anche se sappiamo che tutte le immagini sono costruite, comprese le immagini prodotte dal nostro cervello. I giochi contemporanei, i videogiochi e i giochi di ruolo virtuali a più partecipanti, sempre più popolari su Internet, testimoniano questo nuovo modo di apprendere la realtà con il quale le nuove generazioni hanno sempre maggior dimestichezza.&lt;br /&gt; Il cyberspazio ci permette di osservare in maniera sempre più diretta quasi tutto ciò che vogliamo vedere, e questa tendenza sarà sicuramente in aumento nel futuro. Vi è ormai una sempre maggior diffusione di webcam che ci permettono di guardare liberamente quel che più ci interessa. Esistono strumenti sempre più sofisticati con i quali possiamo vedere in tempo reale i fondali marini, lo stato dell’atmosfera, le galassie ai confini dell’universo, la forma precisa delle molecole, l’interno del nostro corpo e tutto ciò che si può visualizzare. Il cyberspazio diventa quindi anche una rete dove si captano informazioni “esterne”, il mondo fisico, ed “interne”, la società e l’immaginazione umana: una rete sempre più vasta e più variegata. Questo mondo di cacciatori di immagini è associato ai processi di visualizzazione e diffusione che rispondono in maniera sempre più facile al desiderio di sapere legato ad Internet. Ogni giorno vengono realizzati nuovi sistemi di simulazione sempre più realisti e divertenti che ci permettono di esplorare in maniera facile tutte le evoluzioni dei sistemi complessi di ogni natura, comprese le società umane. Da un sistema mediatico dominato dalla televisione, stiamo passando ad un sistema di comunicazione che ci permetterà l’onnivisione: potremo dirigere il nostro sguardo ovunque nello spazio, su ogni scala di grandezza, in ogni disciplina, nel tempo e nel mondo virtuali, fittizi, ma sperimentabili che saranno sicuramente in aumento. La nuova conoscenza attraverso la “visione diretta”, non ci assicura il sapere obiettivo di una realtà finita, ma piuttosto il fatto di continuare a scoprire nuove dimensioni di una natura virtualmente infinita. Man mano che gli strumenti di osservazione e simulazione si perfezionano, la possibilità d’azione aumenta, così come aumentano i rischi e il peso delle responsabilità che corrisponde a questa potenziale nuova realtà. La sfera del reale si dilata allo stesso ritmo rispetto a quello dello spirito.&lt;br /&gt; Quasi tutte le riviste scientifiche, le migliori enciclopedie, le informazioni legali e amministrative dei paesi avanzati, le radio, i giornali di ogni sorta e nazionalità e presto anche le televisioni sono già disponibili sul Web, senza contare le numerose testate di informazione che esistono solo sul Web. Ora, queste informazioni sono accessibili da qualsiasi punto della rete e solitamente sono gratuite o poco costose. In materia di trasparenza e di accesso alle informazioni, questo traguardo è ben superiore a tutto ciò che l’umanità ha conosciuto finora. Non si tratta solamente di una differenza nell’intensità del fenomeno, ma di un vero e proprio cambiamento nella natura dello spazio di comunicazione, di un salto dell’intelligenza collettiva.&lt;br /&gt; Ogni segno prodotto dall’umanità, tende a raggiungere la sfera di una visibilità universale nel cyberspazio. Questo nuovo ordine rimette radicalmente in questione una cultura fondata sulla rottura tra pubblico e privato, come del resto quella tra realtà e illusione. Dobbiamo sottolineare, però, che le società cosiddette “primitive” non conoscono queste divisioni create dalla civiltà della stampa. Nelle tribù dei primitivi la nozione di vita “privata” non aveva senso e le visioni di sogno o di viaggio sciamanico avevano altrettanta importanza rispetto alla sfera contingente. Certamente le iniziazioni aprivano le porte verso dei labirinti interiori insospettabili per un profano. Esisteva quindi un ambito del nascosto; non è forse lo stesso oggi? Nel momento in cui tutto il sapere è accessibile sono solo la forza del dubbio e la pazienza dello studio a costituire le nuove formule magiche.&lt;br /&gt; Sul piano politico, a cui siamo più strettamente interessati qui, c’è da prevedere che la società umana, il suo flusso demografico, economico, di informazione, le sue comunità, i suoi interessi divergenti, le sue passioni, le sue idee, i suoi dibattiti, i suoi contenuti contraddittori, le sue sovrapposizioni di potere, le sue sofferenze e la sua intelligenza collettiva, saranno sempre meglio conosciute, catalogate in tempo reale e trasparenti per tutti. La scrittura era stata a fondamento delle gerarchie e del segreto di Stato, l’alfabeto della città antica e della libera cittadinanza, la stampa dell’opinione pubblica, dell’idea di diritto dell’uomo e della democrazia; allo stesso modo, l’onnivisione o la trasparenza digitale, diverrà fondamento di una cyberdemocrazia ancora difficile da immaginare.&lt;br /&gt; Sicuramente le istituzioni degli Stati forti, come la National Security Agency (NASA) americana, captano ed analizzano con potenti mezzi informatici tutto ciò che circola su Internet. Si è scoperto recentemente che la NASA, in cooperazione con i servizi segreti inglesi, canadesi, australiani e neozelandesi, controllava tutte le comunicazioni mondiali comprese quelle statali e quelle delle grandi imprese europee.&lt;br /&gt; Bisogna sottolineare che il tema della difesa della «privacy» su Internet, minacciato anche dagli strumenti di polizia e di Stato, come dalle operazioni di marketing personalizzato del commercio online, è dibattuto in molte riviste e forum virtuali. &lt;br /&gt; Dobbiamo temere forse un nuovo totalitarismo? Rispondo categoricamente di no: la trasparenza generalizzata verso la quale ci stiamo dirigendo tende a divenire simmetrica. La libertà d’espressione e l’accesso alle informazioni aumenta in tutto il mondo e non solamente per gli organi statali o per le imprese. In termini di comunicazione, il potere autoritario infatti si definisce per l’assimetria della visibilità: i domini sono trasparenti, mentre il centro del potere resta fosco. Allo stesso modo, il totalitarismo si caratterizza dal carattere verticale e unidirezionale del flusso d’informazioni:&lt;br /&gt; - le comunicazioni orizzontali, trasversali e libere sono vietate;&lt;br /&gt; - le informazioni arrivano dalla popolazione, gli ordini e la propaganda scendono dal potere.&lt;br /&gt; Si può notare che il tipo di comunicazione che il cyberspazio rende possibile è l’esatto contrario di questo modello.&lt;br /&gt; Non è forse vero, però, che il potere di solito vorrebbe rimane nascosto? Pensare questo significa confondere il potere nell’era dell’intelligenza collettiva con il vecchio potere di tipo mafioso che è prevalso sulla maggioranza della Terra fino ai nostri giorni e i quali totalitarismi e dittature del XX secolo ci hanno dato il peggior esempio. Oggi le istituzioni politiche più forti del mondo, cioè il Congresso e il governo americani, per esempio, sono anche le più trasparenti sul Web. Se abbiamo la pazienza di cercare, possiamo trovare tutto sulle multinazionali che dominano il mercato... e agire di conseguenza. Quindi le due maggiori potenze mondiali, cioè il governo americano e le multinazionali, sono anche le più trasparenti. Esse lo sono in un certo senso «per natura» poiché la democrazia e la libertà di stampa sono ben radicate negli Stati Uniti, e allo stesso tempo le grandi società hanno bisogno di comunicare con i loro azionisti, i loro clienti, i loro impiegati in un sistema di scambi sempre più trasparente (la Borsa, il mercato, i media...). Scopriamo qui che la potenza è associata alla trasparenza, così come il potere all’opacità. Non vi è nulla di logico in questo risultato, dato che l’opacità lascia spazio a comportamenti egoisti, non etici, abusivi, menzogneri, illegali, che non favoriscono certo lo spirito di cooperazione, di aiuto reciproco e di condivisione del sapere che è alla base di un’efficace intelligenza collettiva. La corsa verso la potenza è quindi anche la corsa verso la trasparenza. &lt;br /&gt; Il parallelo propagare della pornografia e delle esigenze morali trovano il loro punto di partenza da un unico principio che trascende le distinzioni tra bene e male: bisogna guardare tutto. Parlo di esigenza morale perché la trasparenza è anche sinonimo di «lotta contro la corruzione». Per la natura umana così com’è sempre stata, la visibilità sembra favorire l’onestà, così come i video di sorveglianza nei luoghi pubblici dissuadono dalla delinquenza. Gli scandali sessuali e finanziari che colpiscono il mondo politico ormai da diversi anni in più paesi democratici, l’accanimento dei giudici, dei giornalisti e degli oppositori che si appigliano ad ogni minimo errore o gaffe dei dirigenti, non sono solamente segno della défaillance morale dell’élite politica, ma anche dell’aumento della volontà umana di praticare sempre più una trasparenza democratica. Questa trasparenza è indissociabile dalla libertà di stampa e dall’indipendenza della giustizia. Gli uomini politici sono probabilmente meno corrotti oggi che in passato, ma questa corruzione è più visibile. Tutto questo non avviene purtroppo in Cina, Siria o in Birmania dove i capi politici di dubbia moralità non sono certamente perseguiti, né dal potere giudiziario, né dai giornalisti, né dal popolo. &lt;br /&gt; La libertà è maggiormente garantita dalla luce che dall’ombra, la trasparenza permessa dagli strumenti del cyberspazio, a condizione che essa rimanga simmetrica ovviamente, ci sembra sintomo non solo del cambiamento della democrazia moderna alla cyberdemocrazia, ma anche della prossima caduta delle dittature. Il loro modo di agire infatti è sempre meglio conosciuto e provoca solo povertà, guerra ed esodo delle popolazioni. Quale dittatura potrebbe sopravvivere in un paese dove risiede il 25% degli utenti di Internet?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di PIERRE LEVY (tratto da CYBERDEMOCRAZIA - SAGGIO DI FILOSOFIA POLITICA. A cura di Giuseppe Bianco. Mimesis Edizioni di prossima pubblicazione)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-9156309699176653074?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/9156309699176653074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=9156309699176653074' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/9156309699176653074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/9156309699176653074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/11/il-nuovo-spazio-pubblico-verso-una.html' title='IL NUOVO SPAZIO PUBBLICO - VERSO UNA SOCIETÀ’ TRASPARENTE di PIERRE LEVY'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RzQxh4cyT6I/AAAAAAAAADA/NJvkXZTLWyQ/s72-c/MIM-Volti-Levy-media-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-7280691542643062398</id><published>2007-10-30T07:23:00.000-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:50.856-08:00</updated><title type='text'>MICHEL FOUCAULT - Conversazioni. Intervista di Roger-Pol Droit</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Ryc_0gXfcHI/AAAAAAAAACw/1eSKnEqf9zk/s1600-h/Volti-Foucault-media.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Ryc_0gXfcHI/AAAAAAAAACw/1eSKnEqf9zk/s320/Volti-Foucault-media.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5127136872058810482" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Come si definirebbe?&lt;br /&gt;Sono un artificiere. Fabbrico qualcosa che alla fin fine serve a un assedio, a una guerra, a una distruzione. Io non sono per la distruzione, ma sono a favore del fatto che si possa passare, che si possa avanzare, che si possano abbattere i muri”.&lt;br /&gt;Michel Foucault&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre interviste rilasciate da Michei Foucault in un momento decisivo per le sue ricerche — è stato da poco pubblicato "Sorvegliare e punire" — e una testimonianza del giornalista Roger-Pol Droit, suo amico, che le ha raccolte. Sono gli ingredienti di questo libro, nel quale vengono a precisarsi i contorni, anche personali, di uno degli intellettuali più importanti del Novecento. Inutile chiedere a Foucault dove si colloca, in quale ambito disciplinare si dispongono le sue ricerche, quali sono le premesse ideologiche del suo lavoro: le sue risposte lo vedranno sempre sottrarsi a una precisa appartenenza, a una identificazione, persino a una istanza di identità. Eppure, attraverso gli abili e talvolta addirittura beffardi smarcamenti, Foucault lascia trapelare una serie di indizi suggestivi, intriganti, ma soprattutto preziosi per chi voglia mettersi sulle tracce di una ricerca sistematicamente rivolta alla costruzione di strumenti in grado di produrre effetti di libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michel Foucault (Poitiers 1926 - Parigi 1984) è l’autore della Storia della follia (1961), grandioso studio sull’internamento dei folli con cui si inaugura una ricerca che, successivamente, verrà orientata sui momenti decisivi della nascita del moderno - Nascita della clinica (1963), Le parole e /e cose (1966), Sorvegliare e punire (1975), La volontà di sapere (1976) - e delle modalità di costituzione dei soggetti nell’antichità - L’uso dei piaceri e La cura di sé, entrambi del 1984. Dal 1970 ha insegnato al Collège de France.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roger-Pol Droit (Parigi 1949) è giornalista di “Le Monde”, ricercatore al CNRS, insegnante e scrittore. Tra i suoi libri: L’Qubli de l’Inde (1989), La Compagnie des philosophes (1998), Piccola filosofia portatile (2001), La Compagnie des contemporaines (2002), La filosofia spiegata a mia figlia (2004).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fabio Polidori insegna Filosofie del Novecento e Filosofia della comunicazione all’Università di Trieste. E redattore di “aut aut”. Tra i suoi libri: Necessità di una illusione. Lettura di Nietzsche (2007), e L’ultima parola. Heidegger/Nietzsche (1998).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-7280691542643062398?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/7280691542643062398/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=7280691542643062398' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/7280691542643062398'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/7280691542643062398'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/10/michel-foucault-conversazioni.html' title='MICHEL FOUCAULT - Conversazioni. Intervista di Roger-Pol Droit'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Ryc_0gXfcHI/AAAAAAAAACw/1eSKnEqf9zk/s72-c/Volti-Foucault-media.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-8650150820496910821</id><published>2007-10-30T07:18:00.000-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:51.003-08:00</updated><title type='text'>ALAIN BADIOU - Inestetica</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Ryc9dwXfcFI/AAAAAAAAACg/-kgvWHEVIZE/s1600-h/MIM-Badiou-Intest-media.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Ryc9dwXfcFI/AAAAAAAAACg/-kgvWHEVIZE/s320/MIM-Badiou-Intest-media.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5127134282193530962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a cura di Livio Boni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A differenza di un'Estetica filosofica,  l'idea di un'Inestetica intende scongiurare ogni pretesa di fondare un tribunale filosofico cui sottomettere le opere d'arte, sul modello del tribunale del «giudizio di gusto» kantiano o della «storia dell'arte» sistematica dell'idealismo.  Tuttavia non si tratta affatto di rinunziare a pensare il rapporto tra arte e filosofia, al contrario. Se infatti per Badiou l'arte è una «procedura di verità» del tutto autonoma, al pari dell'amore, della politica e della matematica, questo esige che la filosofia la solleciti, non nell'intento di pensare l'arte con la filosofia, ma di mostrare come l'arte pensi, compiutamente e direttamente, attraverso il suo farsi-opera ; e come il suo pensare valga anche per la filosofia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa prospettiva la poesia di Mallarmé occupa per Badiou una posizione privilegiata, in quanto interamente costruita sulla ricerca di una forma rigorosa di nominazione del sottrarsi dell'essere nel suo stesso balenare, sorta di matematica del sensibile, che permette a Badiou di tradurre poeticamente la propria ontologia dell'evento.&lt;br /&gt;Da qui il fatto che la lettura di Mallarmé, ed in particolare dei poemi il Colpo di dadi  e Il pomeriggio di un Fauno, costituiscano il filo rosso di questa raccolta di saggi apparentemente disparata.&lt;br /&gt;L'altro saggio magistrale, che chiude la raccolta, è quello su Worstward Ho di Beckett, di cui Badiou mostra l'irriducibilità a poeta dell'assurdo,  offrendone una lettura metafisica tutta centrata sulla differenza minimale tra essere ed esistere.&lt;br /&gt;Il percorso si svolge tra Mallarmé e Beckett, ma nel frattempo è anche questione di Pessoa, o della poesia araba preislamica, in questa serie d'incursioni filosofiche nella poesia che anima il volume; serie a sua volta completata dalla convocazione del cinema come «falso movimento», dalla riflessione sul rapporto tra filosofia e danza, o dalla formulazione di una serie di «tesi sul teatro»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dietro i brillanti esercizi di lettura soggiace un problema teorico fondamentale per Badiou : come sottrarsi alle tre grandi soluzioni del problema della relazione tra arte e filosofia: la soluzione platonica (o «didattica»), la soluzione aristotelica («terapeutica») e quella romantica («mistica»), a loro volta riattivate dalle tre grandi estetiche del XX° secolo: marxismo, psicoanalisi e ermeneutica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contemporaneo agli altri due brevi trattati Metapolitica (Napoli, Cronopio, 2002) e Ontologia transitoria (Mimesis, 2008), questo volumetto può leggersi almeno in tre modi: in relazione all'evolvere del pensiero di Alain Badiou, uno dei più importanti filosofi francesi viventi, successivamente suo primo grande trattato sistematico (L'essere e l'evento, Il Melangolo, 1995 ) ; come un contributo alla discussione sul rapporto tra filosofia e poesia dopo Heidegger (Mallarmé vs Hölderlin) ; come una serie di pezzi di bravura teorico-critica da parte di un autore che, come Badiou, non è solo il più platonista tra filosofi contemporanei, o uno degli ultimi pensatori politici «radicali», ma  è anche  scrittore e drammaturgo confermato (Ahmed filosofo, farsa in ventidue scenette, Costa e Nolan, 1996).&lt;br /&gt;La prefazione di Livio Boni permette d'inquadrare i primi due aspetti del libro, mentre l'ultimo si evince direttamente dallo stile di Badiou, più prossimo al pamphlet o al manifesto poetico che non al tono compassato della critica letteraria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alain Badiou, nato nel 1937 a Rabat (Marocco), fu allievo di Louis Althusser, partecipando attivamente al celebre "corso di filosofia per scienziati" organizzato dal filosofo marxista all'Ecole Normale Supérieure  a Parigi (cfr. Il concetto di modello, Jaca Book, 1972). Tuttavia Badiou non fu mai althusseriano e, già a metà degli anni '60, il suo pensiero appare sospeso tra due poli : il militantismo maoista e l'insegnamento di Lacan. Del primo, Badiou conserverà il radicalismo fino ad oggi, ed ai suoi scritti politici più recenti (Metapolitica, Cronopio, 2002); del secondo farà tesoro muovendo in direzione della rifondazione di una «teoria del soggetto» fortemente marcata dalla meta-matematica lacaniana e dall'idea di una divisione strutturante il Soggetto, fino a fargli prendere corpo nel suo primo grande libro sistematico (L'essere e l'evento, Il Melangolo, 1995). &lt;br /&gt;Recentemente, Badiou ha prolungato la propria impresa speculativa, con un secondo trattato, volto a chiarire il rapporto tra essere e apparire, Logiques des mondes. L'être et l'événement II, confermandosi come l'ultimo rappresentante di rilievo della filosofia francese post-'68, sovversiva nella teoria quanto politicamente radicale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;+++&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-8650150820496910821?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/8650150820496910821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=8650150820496910821' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/8650150820496910821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/8650150820496910821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/10/alain-badiou-inestetica.html' title='ALAIN BADIOU - Inestetica'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Ryc9dwXfcFI/AAAAAAAAACg/-kgvWHEVIZE/s72-c/MIM-Badiou-Intest-media.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-3148426294052948830</id><published>2007-10-11T07:59:00.000-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:51.230-08:00</updated><title type='text'>MARTEDI' 20 NOVEMBRE 2007 - FELTRINELLI MILANO - VIA MANZONI, ORE 18.00</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rw468IjneMI/AAAAAAAAACY/a6TY9Uue5_U/s1600-h/dona%2Bvitiello_NEW.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rw468IjneMI/AAAAAAAAACY/a6TY9Uue5_U/s320/dona%2Bvitiello_NEW.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120094631130265794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-3148426294052948830?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/3148426294052948830/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=3148426294052948830' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/3148426294052948830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/3148426294052948830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/10/martedi-20-novembre-2007-feltrinelli.html' title='MARTEDI&apos; 20 NOVEMBRE 2007 - FELTRINELLI MILANO - VIA MANZONI, ORE 18.00'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rw468IjneMI/AAAAAAAAACY/a6TY9Uue5_U/s72-c/dona%2Bvitiello_NEW.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-2994124278439602687</id><published>2007-09-03T03:42:00.001-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:51.360-08:00</updated><title type='text'>ANDREA EMO - Aforismi per vivere</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RtvlIX11ZsI/AAAAAAAAACQ/lSpbLDB7VGU/s1600-h/MIM-Emo-media.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RtvlIX11ZsI/AAAAAAAAACQ/lSpbLDB7VGU/s400/MIM-Emo-media.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5105926534556116674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Un pensiero perfetto in sé non esiste; un pensiero è perfetto solo nella serie innumerabile dei pensieri che nascono da esso”.&lt;br /&gt;Andrea Emo (1934, Q. 27)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emo apre continuamente la mente del lettore; lo spinge a porsi delle domande, a ripensare cose che sembrano date, positive, fissate nella loro quotidianità. Sa bene che la luce del quotidiano è importante, ma sa anche che non bisogna farne un idolo. Una tensione profonda comunicano dunque queste pagine; la stessa che ci fa profondamente amare la scrittura di Andrea Emo – il quale non ha paura di ascoltare la voce delle Muse, anche se sa che la tensione verso il bello, verso il bene, verso la Luce, si rovescia ogni volta nel pericolo delle Chimere o delle Sirene (i mostri che possono anche distruggerci). In questo senso credo che Emo abbia saputo fare suo un bellissimo avvertimento di Ezra Pound, là dove quest’ultimo,&lt;br /&gt;in uno dei suoi Cantos, ci ammonisce a non fidarci dell’astuto eroe omerico. State attenti ad Ulisse! Perché questi, ai suoi compagni, ha dato solo “cera per gli orecchi”. Ma Emo non ci dà affatto cera per gli orecchi, bensì uno dei più&lt;br /&gt;profondi e sentiti ‘sì’ alla vita.&lt;br /&gt; Giulio Giorello&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrea Emo (Battaglia Terme 1901- Roma 1983), discendente di una importante famiglia veneta, figlio di Angelo Emo Capodilista ed Emilia dei baroni Barracco, sposa Giuseppina Pignatelli dei principi di Monteroduni, con la quale vive sino alla morte, avvenuta a Roma l’11 dicembre 1983. Allievo di Giovanni Gentile, matura ben presto una propria originale prospettiva filosofica, che elabora solitario, senza mai pubblicare nulla in vita. Ha poche amicizie nel mondo della cultura italiana, ma molto significative. Frequenta infatti Alberto Savinio, Ugo Spirito e Cristina Campo. Riempie centinaia di quaderni dalle cui pagine sono tratti anche i frammenti di questa raccolta. Sono stati sinora pubblicate varie antologie tratte dai suoi manoscritti, delle quali ricordiamo quella pubblicata da Raffaello Cortina nella collana diretta da Giulio Giorello, Supremazia e maledizione (Milano 1998) e quella recentemente pubblicata da Bompiani, Quaderni di metafisica 1927-1981 (Milano 2006).&lt;br /&gt;Raffaella Toffolo (Venezia, 1968) è ideatrice e coordinatrice dell’attività editoriale per Chorus Cultura. Ha redatto i Quaderni di metafisica 1927-1981 di Andrea Emo per la collana “Il pensiero occidentale” (Bompiani, Milano 2006). Hanno pubblicato sue fotografie, soprattutto di filosofi italiani e legate alla figura di Andrea Emo, quotidiani e riviste nazionali. &lt;br /&gt;Ha inoltre realizzato copertine di libri e cd musicali. Tra le sue pubblicazioni fotografiche ricordiamo: PANTA Filosofia (Bompiani, Milano 2003).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-2994124278439602687?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/2994124278439602687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=2994124278439602687' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/2994124278439602687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/2994124278439602687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/09/andrea-emo-aforismi-per-vivere.html' title='ANDREA EMO - Aforismi per vivere'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RtvlIX11ZsI/AAAAAAAAACQ/lSpbLDB7VGU/s72-c/MIM-Emo-media.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-8543115545895254410</id><published>2007-09-03T03:37:00.000-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:51.383-08:00</updated><title type='text'>PAOLO BOZZI - Un mondo sotto osservazione. Scritti sul realismo</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rtvka311ZrI/AAAAAAAAACI/uLwuzJrD1J8/s1600-h/MIM-Bozzi-1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rtvka311ZrI/AAAAAAAAACI/uLwuzJrD1J8/s400/MIM-Bozzi-1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5105925752872068786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“In questi studi Bozzi mostra non come è fatto il mondo, ma come noi lo percepiamo, come arriva al nostro occhio, alla nostra corteccia cerebrale, alla nostra mente e al nostro cuore; cosa succede quando le cose, i colori, i movimenti, la vita intorno a noi entrano in noi e diventano oggetto di esperienza, di classificazione, di amore o di rifiuto. Tutto questo diviene&lt;br /&gt;letteratura – un’ affascinante, zingaresca e precisa letteratura”.&lt;br /&gt;Claudio Magris&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Muovendo proprio dalla certezza sensibile, la vittima preferita della filosofia, Paolo ha combattuto la sua lotta filosofica a favore di una rifondazione dell’esperienza, una lotta che può apparire impari solo se si concepisce la filosofia&lt;br /&gt;come una battaglia tra ombre e teorie, e non anche tra osservazioni minute ed esatte, tratte dall’inesauribile sfera della percezione. Giocando da outsider e con altri materiali, ha toccato il nocciolo della questione. L’anomalia non è&lt;br /&gt;così grande: un ingegnere, Carlo Emilio Gadda, ha rinnovato la letteratura italiana del Novecento. Uno psicologo, Paolo Bozzi, ne ha ringiovanita la filosofia”.&lt;br /&gt;Maurizio Ferraris&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scritti sul realismo è il frutto dell’ultimo, intenso, decennio di riflessione di Paolo Bozzi e rappresenta così il condensato del suo testamento filosofico. Il volume, inedito, raccoglie una serie d’importanti saggi elaborati durante gli&lt;br /&gt;anni novanta, in cui lo psicologo affronta cruciali problemi a cavallo tra scienza e filosofia seguendo l’approccio anti-psicofisico e la fenomenologia sperimentale iuxta propria principia che aveva da sempre contraddistinto il suo&lt;br /&gt;originale e rigoroso programma teoretico. Alcuni aforismi e racconti che aprono e chiudono il volume sono proprio tesi a ricordarci, nella loro lucida intelligenza, la ricchezza d’interrogativi e di temi filosofici che è possibile dispiegare tramite&lt;br /&gt;la semplice osservazione del mondo esterno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo Bozzi (1930-2003), psicologo sperimentale formatosi a Trieste con Gaetano Kanizsa, dopo aver insegnato psicologia presso le università di Padova e di Trento, è stato fino al 1999 professore ordinario di Metodologia delle scienze del comportamento alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Trieste. Musicologo, padre della “fisica ingenua”, allievo di Rodolfo Lipizer per il violino, ha pubblicato Unità, Identità, Causalità (Cappelli 1969), Fenomenologia sperimentale (Il Mulino 1989), Fisica ingenua (Garzanti 1990), Experimenta in visu (Guerini 1993), Vedere come (Guerini 1998) oltre che Rodolfo Lipizer&lt;br /&gt;nei miei ricordi (Studio Tesi 1997).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-8543115545895254410?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/8543115545895254410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=8543115545895254410' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/8543115545895254410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/8543115545895254410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/09/paolo-bozzi-un-mondo-sotto-osservazione.html' title='PAOLO BOZZI - Un mondo sotto osservazione. Scritti sul realismo'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rtvka311ZrI/AAAAAAAAACI/uLwuzJrD1J8/s72-c/MIM-Bozzi-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-2472185144371366928</id><published>2007-08-22T08:01:00.000-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:51.525-08:00</updated><title type='text'>Massimo Donà Vs Vincenzo Vitiello</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RsxP9X11ZqI/AAAAAAAAACA/8ALHspRjVpw/s1600-h/locandina-A3-dona%2BVITIELLO.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RsxP9X11ZqI/AAAAAAAAACA/8ALHspRjVpw/s400/locandina-A3-dona%2BVITIELLO.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5101540393694357154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-2472185144371366928?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/2472185144371366928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=2472185144371366928' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/2472185144371366928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/2472185144371366928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/08/massimo-don-vs-vincenzo-vitiello.html' title='Massimo Donà Vs Vincenzo Vitiello'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RsxP9X11ZqI/AAAAAAAAACA/8ALHspRjVpw/s72-c/locandina-A3-dona%2BVITIELLO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-7125478341881634653</id><published>2007-06-15T03:04:00.000-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:51.636-08:00</updated><title type='text'>VINCENZO VITIELLO - I tempi della poesia. Ieri/oggi</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RnJpMy8AeUI/AAAAAAAAABw/zyl8d0fH5pA/s1600-h/vitiello_media-1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RnJpMy8AeUI/AAAAAAAAABw/zyl8d0fH5pA/s400/vitiello_media-1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5076235398552779074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’arte non abita più la regione ideale della Bellezza e del Significato. Ancora ieri la poesia viveva l’esperienza dell’estraneità dell’uomo alla Terra fidando nel potere del linguaggio e della ragione di portare pur il silenzio della natura e della morte alla trasparenza della parola e del significato. La poesia di oggi, resa esperta, dalla più recente storia, della catastrofe dell’umano, cerca altro nelle macerie del linguaggio: non nuovi “significati”, ma un più antico suono, il respiro del corpo. Accostandosi alla natura, questa poesia ridà alla parola significante dell’uomo il peso e l’umore della terra, delle erbe, delle pietre, degli animali. Ha appreso, e ci ha appreso che, oltre lo stare-insieme nell polis, v’è, anche per l’uomo, la possibilità di un più aperto, ospitale, stare-accanto, proprio dell’esperienza del sacro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Vitiello (1935), professore ordinario di Filosofia teoretica, è uno dei maggiori filosofi contemporanei. Tra i suoi scritti più importanti, tradotti in diverse lingue, segnaliamo: Topologia del moderno (1992), Cristianesimo senza redenzione (1995), Il Dio possibile (2002), Cristianesimo e nichilismo. Dostoevskij – Heidegger (2005).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-7125478341881634653?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/7125478341881634653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=7125478341881634653' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/7125478341881634653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/7125478341881634653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/06/vincenzo-vitiello-i-tempi-della-poesia.html' title='VINCENZO VITIELLO - I tempi della poesia. Ieri/oggi'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RnJpMy8AeUI/AAAAAAAAABw/zyl8d0fH5pA/s72-c/vitiello_media-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-1055796235183438733</id><published>2007-06-05T00:09:00.000-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:51.776-08:00</updated><title type='text'>MAFFESOLI - Reliance. Itinerari tra modernità  e postmodernità</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RmUNUi8AeSI/AAAAAAAAABc/2pQW9-DRFSQ/s1600-h/Maffesoli-1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RmUNUi8AeSI/AAAAAAAAABc/2pQW9-DRFSQ/s400/Maffesoli-1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5072475201929771298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Questa vita quotidiana, nella sua frivolezza e nella sua superficialità, rischia di essere la condizione di possibilità di qualsiasi forma di aggregazione, qualunque essa sia. Tutto ciò Simmel può aiutarci a pensarlo: l’economia di sé, l’economia del mondo che furono il margine della modernità, lasciano, così, il posto a un altro rapporto con sé e con la natura di cui bisogna ora misurare i contorni.” Michel Maffesoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli interventi raccolti in questo volume, già apparsi in Sociétés, Michel Maffesoli analizza il rapporto tra modernità e postmodernità a partire dalle diverse declinazioni della ragione che entrambe le epoche hanno articolato. Da una parte, la ragione astratta dei moderni: classificatoria totalizzante separata. Dall’altra, quella organicistica e vitalistica dei postmoderni. In mezzo sta, secondo l’originale lettura di Maffesoli, la posizione speculativa di Simmel che ne fa, oltre che pensatore della crisi della modernità, il pensatore della transizione “verso quell’altra cosa che, in mancanza di meglio, si può chiamare la postmodernità”. Completano il volume i saggi di Sabina Curti e Luigi F. Clemente. La prima analizza l’emergenza della sociologia quotidiana maffesoliana a partire dalla débâcle del paradigma funzionalista e dalla conseguente riscoperta di Simmel. Il secondo, nell’orizzonte del crollo del Soggetto moderno, tenta un confronto critico con il pensiero maffesoliano, teso ad evidenziarne fratture e inaspettate continuità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michel Maffesoli, professore di Sociologia all’Université René Descartes-Sorbonne-ParisV. È Direttore del CEAQ (Centre d’Etudes sur l’Actuel et le Quotidien) e della rivista Sociétés. Tra i fondatori della sociologia comprensiva, è autore di numerosi libri sui fenomeni di effervescenza sociale postmoderna. Tradotti in italiano: Del Nomadismo (Milano 2000), Elogio della ragione sensibile (Formello 2000), La parte del diavolo (Roma 2003), L’istante eterno (Roma 2003), Il tempo delle tribù (Milano 2004).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISBN 978-88-8483-597-0&lt;br /&gt;Euro 13,00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-1055796235183438733?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/1055796235183438733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=1055796235183438733' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/1055796235183438733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/1055796235183438733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/06/maffesoli-reliance-itinerari-tra.html' title='MAFFESOLI - Reliance. Itinerari tra modernità  e postmodernità'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RmUNUi8AeSI/AAAAAAAAABc/2pQW9-DRFSQ/s72-c/Maffesoli-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-620745029317642906</id><published>2007-05-08T09:25:00.000-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:51.897-08:00</updated><title type='text'>GEORGES BATAILLE - Lascaux. La nascita dell'arte</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RkCkl58u9II/AAAAAAAAABU/N02SohXw7Us/s1600-h/Lascaux-2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RkCkl58u9II/AAAAAAAAABU/N02SohXw7Us/s400/Lascaux-2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5062226952282109058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Insisto ancora sul sentimento di sorpresa che si prova a Lascaux. Questa straordinaria caverna non cesserà mai di sbalordire: non finirà mai di corrispondere a quella brama di miracolo, che è, nell’arte come nella passione, l’aspirazione più profonda della vita. Ciò che reputiamo degno di essere amato è sempre ciò che per qualche verso ci sorprende: è l’insperato, l’insperabile. Come se, paradossalmente, la nostra essenza fosse costituita dalla nostalgia di raggiungere ciò che credevamo impossibile”&lt;br /&gt;Georges Bataille&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo straordinario testo, Georges Bataille fa sfilare davanti ai nostri occhi le prime figure create dall’uomo non per perseguire uno scopo utile, bensì al solo fine di corrispondere alla sua essenza spiritualmente libera: la caverna dipinta di Lascaux rappresenta la nascita assoluta dell’arte. Questo “miracolo” coincide però con l’apparizione nel mondo dell’uomo stesso e con il congedo dal suo passato animale; arte, umanità ed espressione del sacro compaiono insieme all’origine, concentrate in questa eccezionale testimonianza figurativa. Attraverso una sapiente considerazione delle manifestazioni di queste prime origini (la festa, il gioco, il sacrificio, il divieto e la trasgressione), Bataille ci avvicina a quegli uomini che, come viene affermato nel testo, furono nella storia coloro che cominciarono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISBN 8884835987   pp. 100&lt;br /&gt;Euro 13,00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-620745029317642906?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/620745029317642906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=620745029317642906' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/620745029317642906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/620745029317642906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/05/georges-bataille-lascaux-la-nascita.html' title='GEORGES BATAILLE - Lascaux. La nascita dell&apos;arte'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RkCkl58u9II/AAAAAAAAABU/N02SohXw7Us/s72-c/Lascaux-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-3583692565651834666</id><published>2007-05-08T07:52:00.000-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:52.092-08:00</updated><title type='text'>ERIC WEIL - Violenza e libertà. Scritti di morale e politica</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RkCO3p8u9HI/AAAAAAAAABM/OsfM5gZh-7U/s1600-h/MIM-Weil-media.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RkCO3p8u9HI/AAAAAAAAABM/OsfM5gZh-7U/s400/MIM-Weil-media.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5062203067968975986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La politica è violenza contro violenza: solo nel momento in cui prende coscienza di questa propria natura essa può voler rendere superflua la propria violenza contro-violenta […]. Da quel momento la politica può volere, deve volere la libertà&lt;br /&gt;di tutti gli individui, libertà negativa in quanto libertà dalla coercizione del bisogno e dell’ostilità della natura esterna e libertà dal timore della violenza degli uomini naturali, e libertà positiva per ciascuno di dare un senso alla propria esistenza,&lt;br /&gt;nei limiti della libertà accordata a tutti gli altri”.&lt;br /&gt;Eric Weil&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo volume di Eric Weil propone un’interpretazione del legame tra la violenza e la libertà, inteso come espressione della relazione tra individuo e Stato. Libertà nelle leggi, libertà dalle leggi; violenza dello Stato, violenza contro lo Stato; legittimità della violenza garante di libertà; libertà come esclusione della violenza. Ancora una volta, la filosofia di Weil rappresenta un’autorevole chiave di lettura delle circostanze storico-politiche contemporanee, una tensione sempre attuale verso l’universalità della realtà umana.&lt;br /&gt;Il volume è arricchito da cinque saggi critici sul pensiero di Eric Weil nelle sue declinazioni teoretiche, morali e politiche, e nell’ambito del pensiero filosofico contemporaneo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISBN 9788884835963   pp.192&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Euro 15,00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-3583692565651834666?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/3583692565651834666/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=3583692565651834666' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/3583692565651834666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/3583692565651834666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/05/la-politica-violenza-contro-violenza.html' title='ERIC WEIL - Violenza e libertà. Scritti di morale e politica'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RkCO3p8u9HI/AAAAAAAAABM/OsfM5gZh-7U/s72-c/MIM-Weil-media.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-5698878635738083650</id><published>2007-05-08T07:45:00.000-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:52.294-08:00</updated><title type='text'>FRANCO RELLA/ SUSANNA MATI - Georges Bataille, filosofo</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RkCNIJ8u9GI/AAAAAAAAABE/_iog0e7Do20/s1600-h/MIM-RellaMati-media.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RkCNIJ8u9GI/AAAAAAAAABE/_iog0e7Do20/s400/MIM-RellaMati-media.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5062201152413561954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo testo si tenta un nuovo approccio al pensiero di Georges Bataille, col proposito di restituire all’autore la centralità filosofica che merita, liberandolo dalle interpretazioni parziali che ne hanno spesso oscurato il senso.&lt;br /&gt;Attraverso la discussione serrata con gli aspetti filosoficamente più vertiginosi, dal superamento del ‘senso’ al ‘non-sapere’, fino a giungere ai limiti di un territorio ‘impossibile’, si scopre tuttavia al fondo di questa smisurata tensione la necessità&lt;br /&gt;di un’insopprimibile esigenza metafisica, radicata nel cuore del singolo ente e della cosa stessa. Il testo, risulta nuovo anche per costruzione: due saggi autonomi e un confronto conclusivo a due voci per svilupparne e consolidarne i risultati. La figura di pensatore che ne emerge è degna di collocarsi, per il suo aprire alla filosofia futura, tra i grandi del Novecento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISBN 9788884834539     pp. 87&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Euro 13,00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-5698878635738083650?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/5698878635738083650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=5698878635738083650' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/5698878635738083650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/5698878635738083650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/05/franco-rella-susanna-mati-georges.html' title='FRANCO RELLA/ SUSANNA MATI - Georges Bataille, filosofo'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RkCNIJ8u9GI/AAAAAAAAABE/_iog0e7Do20/s72-c/MIM-RellaMati-media.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-2170310740366678437</id><published>2007-05-08T07:03:00.000-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:52.461-08:00</updated><title type='text'>LUDWIG WITTGENSTEIN -  Conversazioni annotate da Oets K. Bouwsma</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RkCMep8u9FI/AAAAAAAAAA8/TOtoxrYpEU4/s1600-h/VOLTI-wittgenstein-media.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RkCMep8u9FI/AAAAAAAAAA8/TOtoxrYpEU4/s400/VOLTI-wittgenstein-media.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5062200439448990802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Quando un uomo è profondamente convinto di ciò che deve fare, è allora che si può vedere quant’è strano quel che fanno i filosofi”. Forse sta proprio qui, in queste poche parole “autobiografiche”, l’originalità di Ludwig Wittgenstein. Conversazioni annotate da Oets Bouwsma, volume edito da Mimesis e curato da Luigi Perissinotto, docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia e sicuramente uno dei massimi studiosi italiani del grande pensatore austriaco. Certo, la pubblicazione rappresenta in qualche modo il completamento del percorso di ricerca dell’autore del Tractatus logico-philosophicus, fotografando proprio i suoi ultimi anni di vita. Ma ciò che più incuriosisce, scorrendo le annotazioni di Bouwsma, è la capacità dei testi di riportare non tanto e non solo spunti di riflessione filosofica, quanto di attingere dal modus vivendi proprio un filosofo che non ha mai separato l’attività del pensiero da una rigorosa disciplina etica. Le conversazioni che Bouwsma “registrò” durante quei pochi incontri, avvenuti tra il 1949 e il 1951 prima alla Cornell University di Ithaca, nello Stato di New York, poi a Oxford, rappresentano diario di bordo per chiunque intenda avvicinarsi a Wittgenstein, perché mostrano il pensatore alle prese con i ferri del mestiere, visto in carne e ossa attraverso gli occhi di un “discepolo”, non analizzato e vivisezionato esclusivamente sotto la lente della produzione accademica. E anche se “non vi è differenza sostanziale tra il Wittgenstein che scrive e quello che conversa” come osserva Perissinotto nella sua introduzione – il volume ci restituisce un riflesso della potenza del suo pensiero nel momento in cui si irradia verso chi ascolta affascinato, nella fattispecie Bouwsma, il quale sembra più impegnato a riportare fedelmente le analisi wittgensteiniane che sostenere un contraddittorio filosofico vero e proprio. Completando il composito mosaico del corpus di opere del genio viennese, Conversazioni inaugura anche una nuova collana di filosofia, Volti, che ospiterà, tra le altre, opere di Deleuze, Severino, Žižek, Derrida, alternando testi inediti, presentati e tradotti in italiano per la prima volta, e ristampe di libri anche fuori catalogo, intendendo così riproporre alcuni strumenti indispensabili per chiunque voglia interrogarsi criticamente sul presente. Attraverso un approccio grafico innovativo la copertina riproduce una foto dell’autore con il viso coperto dal titolo del libro –, la collana propone di fornire una galleria dei più importanti filosofi della scena contemporanea, svelandone “volto” solo alla fine del percorso, all’ultima pagina, quando l’identikit del pensatore “di turno” già stato tracciato nella mente del lettore come riflesso del suo pensiero e della sua opera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISBN 888483368X    -   pp. 85 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Euro 12,00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-2170310740366678437?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/2170310740366678437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=2170310740366678437' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/2170310740366678437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/2170310740366678437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/05/ludwig-wittgenstein-conversazioni.html' title='LUDWIG WITTGENSTEIN -  Conversazioni annotate da Oets K. Bouwsma'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RkCMep8u9FI/AAAAAAAAAA8/TOtoxrYpEU4/s72-c/VOLTI-wittgenstein-media.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-4097843445659911238</id><published>2007-05-07T02:29:00.000-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:52.614-08:00</updated><title type='text'>GILLES DELEUZE, GEORGES CANGUILHEM - Il significato della vita. Letture del III capitolo dell’ Evoluzione creatrice di Bergson</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rj7yYJ8u9EI/AAAAAAAAAA0/MG5JUTZ9UAs/s1600-h/Cop.MIM+Deleuze.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rj7yYJ8u9EI/AAAAAAAAAA0/MG5JUTZ9UAs/s400/Cop.MIM+Deleuze.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5061749528012452930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qual è il rapporto che intercorre tra il pensiero e la vita? E' possibile rendere conto razionalmente del fatto vitale e contemporaneamente radicare il pensiero nella vita senza fare uso delle lenti deformanti di un pensiero troppo umano, ma senza ricadere in un vitalismo irrazionalista oppure metafisico? Il presente volume, raccogliendo i commenti dell' "Evoluzione creatrice" elaborati da due tra i più importanti filosofi francesi del '900, cerca di fornire le coordinate per una nuova posizione del problema. Questi testi, appartenenti a due diverse congiunture filosofiche, costituiscono una preziosa chiave di lettura del terzo capitolo dell'"Evoluzione creatrice. Il significato della vita", cuore della filosofia bergsoniana e momento fondatore di un singolare sguardo verso la vita del panorama filosofico del secolo scorso.&lt;br /&gt;Chiude il volume una ricca appendice contenente una conferenza inedita di Gilles Deleuze sulla "Teoria delle molteplicità in Bergson" e un saggio critico di Frédéric Worms sul rapporto tra spirito e materia nella filosofia di Bergson,&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-4097843445659911238?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/4097843445659911238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=4097843445659911238' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/4097843445659911238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/4097843445659911238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/05/gilles-deleuze-georges-canguilhem-il.html' title='GILLES DELEUZE, GEORGES CANGUILHEM - Il significato della vita. Letture del III capitolo dell’ Evoluzione creatrice di Bergson'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rj7yYJ8u9EI/AAAAAAAAAA0/MG5JUTZ9UAs/s72-c/Cop.MIM+Deleuze.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-6455157140141105195</id><published>2007-05-07T02:25:00.000-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:52.762-08:00</updated><title type='text'>JACQUES DERRIDA - Il tempo degli addii</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rj7xCJ8u9DI/AAAAAAAAAAs/C_5Lxwl4DrY/s1600-h/Cop.MIM+Derrida.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rj7xCJ8u9DI/AAAAAAAAAAs/C_5Lxwl4DrY/s400/Cop.MIM+Derrida.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5061748050543703090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’avvenire ha una storia? Il tempo e il futuro possano integrarsi in una prospettiva unitaria, dalla quale cercare di comprendere l’uno e l’altro?”. Sono solo alcuni dei quesiti che guidarono Jacques Derrida nell’ultimissima fase della sua vita, durante la stesura de Il tempo degli addii, che a due anni dalla scomparsa del filosofo francese entra a far parte della nuova collana Volti, pubblicata da Mimesis Edizioni e arricchita dall’intervento di Graziella Berto, traduttrice delle opere  principali di Derrida e, curatrice dell’introduzione.&lt;br /&gt;Pensato inizialmente come introduzione all’importante testo su Hegel di Catherine Malabou L'avenir de Hegel, il volume ha sviluppato pian piano una sua autonomia, sino a diventare uno degli scritti più significativi della tarda produzione di un autore che ha segnato come pochi altri la scena filosofica contemporanea.&lt;br /&gt;Quando Derrida si affaccia alla fine della sua vita, accorciando le distanze dalla consapevolezza dell’avvicinarsi alla morte, si confronta con un dilemma legato alla coesistenza tra il tempo cronologico e il tempo umano. È una soglia, un punto impossibile in cui il tempo si biforca cambiando di natura: dalla certezza della storia si passa all’apertura della possibilità, dell’incertezza. Il tempo dell’avvenire non continua quello del presente, ma ne segna una discontinuità, una rottura: eppure, col suo potere di revocare costantemente la storia e la storicità, l’avvenire è il tempo più proprio dell’uomo, la dimensione temporale sulla quale dobbiamo scommettere pur non avendo alcuna certezza di un “ritorno” al presente.&lt;br /&gt;In questa riflessione Derrida propone un attraversamento di Heidegger ma soprattutto di Hegel, il cui apporto alla riflessione sul tema della temporalità risulta tanto importante quanto spesso frainteso. Anzi, quello con il pensiero del filosofo tedesco è quasi una resa dei conti, una soluzione finale di un rapporto complesso e sfaccettato che accompagna Derrida fin dall’inizio della sua produzione. Come osserva lo stesso Derrida nella postfazione “Hegel occupa nella mia biblioteca un margino interno? Nemmeno? Visibile, cancellato”.&lt;br /&gt;È come se Derrida volesse, con questa osservazione, indicarci un’ulteriore possibile strada, sotterranea e quasi invisibile, che percorre il suo pensiero, quella di un avvicinamento possibile fra lui e Hegel, una possibilità sempre esplicitamente negata.&lt;br /&gt;Ma il senso di tale operazione non si esaurisce in un riconoscimento al debito con il filosofo tedesco, puntando piuttosto a delineare con questo incontro la consapevolezza di una nuova potenza della riflessione hegeliana, che sia appunto da scrivere all’avvenire del pensiero e non semplicemente alla sua storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISBN  8884834333  -   pp. 128   &lt;br /&gt;Euro 13,00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-6455157140141105195?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/6455157140141105195/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=6455157140141105195' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/6455157140141105195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/6455157140141105195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/05/jacques-derrida-il-tempo-degli-addii.html' title='JACQUES DERRIDA - Il tempo degli addii'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rj7xCJ8u9DI/AAAAAAAAAAs/C_5Lxwl4DrY/s72-c/Cop.MIM+Derrida.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-7576792681101639837</id><published>2007-05-07T02:19:00.000-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:53.116-08:00</updated><title type='text'>MASSIMO DONA' - Il mistero dell'esistere. Arte, verità e insignificanza nella riflessione teorica di René Magritte</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rj7vS58u9CI/AAAAAAAAAAk/WWft7-PiPF0/s1600-h/Cop.MIM+Dona.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rj7vS58u9CI/AAAAAAAAAAk/WWft7-PiPF0/s400/Cop.MIM+Dona.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5061746139283256354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo volume, Massimo Donà, filosofo che ha sempre diviso i suoi interessi tra l’ambito teoretico e quello estetico, si concentra sull’analisi di una delle figure più rappresentative della produzione artistica del Ventesimo secolo: René Magritte. Un artista belga la cui produzione rappresenta forse una delle icone più significative dell’immaginario contemporaneo. Ma l’autore si concentra qui soprattutto sul ‘pensiero’ di Magritte, mostrando come la qualità teorica degli scritti dell’artista belga non sia affatto inferiore, ma forse addirittura superiore, a quella della sua produzione pittorica. &lt;br /&gt;In questo agile, ma nello stesso tempo intenso volume, si fa dunque vedere come, nella riflessione teorica di Magritte, vengano condotti alle loro estreme conseguenze alcuni nodi speculativi che accompagnano forse da lungo tempo un importante filone del fare artistico occidentale. E si mostra come la sorprendente potenza filosofica di Magritte renda la copiosa quantità dei suoi scritti essenziale interlocutrice di altre grandi voci del secolo appena terminato: da Freud a Merleau-Ponty, da De Chirico a Breton; ponendo il Magritte ‘filosofo’ in stretto ed essenziale rapporto anche con un filosofo della statura di Schopenhauer – che già nell’Ottocento prefigurava alcune delle grandi questioni venute alla luce in tutta la loro effettiva potenza nel secolo cosiddetto ‘breve’.&lt;br /&gt;Insomma un testo che aiuta il lettore a familiarizzare con il senso essenziale di ciò che siamo soliti definire “esperienza estetica”; e dunque con l’enigma costituito per ognuno di noi da un fare assolutamente stra-ordinario come quello dell’arte; ovvero, con le sue magnifiche ma nello stesso tempo essenzialmente ‘incomprensibili’ produzioni. Ovvero con opere che, come sapeva bene Magritte, di tutto parlano, fuorché dei contenuti che purtuttavia esse sembrano comunque impegnate a rappresentare. &lt;br /&gt;Pochi, infatti, come l’artista in questione – e in queste pagine di Donà la cosa viene messa in luce con la massima chiarezza –, sono riusciti a comprendere che la posta in gioco, nella vera produzione artistica, non è mai qualcosa di relativo alla psiche umana (da cui il suo rifiuto di dare alla propria opera un significato psicoanalitico, e dunque la polemica con Breton), o di comunque esplicativo in ordine al senso che il mondo di fatto riveste per ognuna delle nostre vite, ma chiama in causa piuttosto ciò che Magritte stesso definisce il misterioso silenzio del mondo. Ovvero, l’enigma essenziale costituito non tanto questo o quel modo dell’esistere, ma del semplicissimo fatto che qualcosa ‘sia’. Mostrando per ciò stesso come arte e filosofia, in un certo Novecento, formulino da ultimo la stessa inquietante e forse inutile domanda , relativa appunto al “perché qualcosa, piuttosto che niente ?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISBN  8884834325  -  pp. 150  &lt;br /&gt;Euro 13,00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-7576792681101639837?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/7576792681101639837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=7576792681101639837' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/7576792681101639837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/7576792681101639837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/05/massimo-dona-il-mistero-dellesistere.html' title='MASSIMO DONA&apos; - Il mistero dell&apos;esistere. Arte, verità e insignificanza nella riflessione teorica di René Magritte'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rj7vS58u9CI/AAAAAAAAAAk/WWft7-PiPF0/s72-c/Cop.MIM+Dona.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-5247453102069187776</id><published>2007-05-07T01:51:00.000-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:53.269-08:00</updated><title type='text'>MAURIZIO FERRARIS - Tracce</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rj7pIp8u9BI/AAAAAAAAAAc/fVNDXTSu3mU/s1600-h/Cop.MIM+Ferraris.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rj7pIp8u9BI/AAAAAAAAAAc/fVNDXTSu3mU/s400/Cop.MIM+Ferraris.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5061739366119830546" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“All’inizio degli anni Novanta, incominciai a dubitare dell’ermeneutica, cioè a essere scettico sullo scetticismo”. Tale affermazione ironica si legge nella postfazione inedita contenuta nel libro di Maurizio Ferraris Tracce, Nichilismo moderno e postmoderno, edito da Mimesis all’interno della nuova collana di filosofia Volti.&lt;br /&gt;Il testo, pubblicato per la prima volta nel 1983, viene oggi riproposto arricchito da nuove riflessioni sul problema del postmoderno nel pensiero di uno fra i maggiori rappresentanti del panorama filosofico italiano contemporaneo.Filo conduttore di questa raccolta di saggi è il problema del nichilismo inteso, alla maniera di Nietzsche, come la ‘convinzione di non possedere la verità’, ‘la dissoluzione dell’essere nella volontà umana’ , e come punto di partenza per le riflessioni intorno alla ‘crisi della ragione’ e al ‘postmoderno’.&lt;br /&gt;Il periodo preso in esame va dagli anni sessanta agli anni ottanta e gli autori analizzati sono quelli che hanno reso vivace e fecondo il dibattito filosofico in questione: si va da Derrida a Deleuze, da Lyotard a Vattimo. Tutto ruota intorno al problema della molteplicità, della crisi, della decostruzione: nichilismo, differenza e postmoderno sono i termini chiave di questa raccolta di saggi nei quali Ferraris manifesta la necessità di spogliare il pensiero dalle sue pretese di autenticità, di liberare il soggetto dall’esigenza di essere custode e latore di verità inconfutabili, per giungere invece a una visione non dogmatica della realtà.&lt;br /&gt;Sebbene nella succitata postfazione inedita l’autore prenda le distanze dalle sue considerazioni di vent’anni prima, Tracce mantiene inalterata la sua capacità di fornire al lettore una sorta di “quadro d’epoca” della postmodernità, fenomeno che non riguarda solo la filosofia ma coinvolge anche discipline distanti fra loro come l’architettura, l’arte, la politica. Ma sbaglia chi crede che Tracce sia solo un sintomo di una temperie culturale ormai tramontata: il postmoderno è l’orizzonte del pensiero nel quale ancora ci muoviamo, e una testo come quello di Ferraris può fornirci la bussola per un orientamento più consapevole in esso. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;ISBN 9788884834317 – pp. 171&lt;br /&gt;Euro 15,00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-5247453102069187776?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/5247453102069187776/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=5247453102069187776' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/5247453102069187776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/5247453102069187776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/05/maurizio-ferraris-tracce.html' title='MAURIZIO FERRARIS - Tracce'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rj7pIp8u9BI/AAAAAAAAAAc/fVNDXTSu3mU/s72-c/Cop.MIM+Ferraris.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-1712673948733507290</id><published>2007-05-07T01:36:00.000-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:53.595-08:00</updated><title type='text'>FRIEDRICH NIETZSCHE - La volontà di potenza</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rj7lWp8u9AI/AAAAAAAAAAU/Aq1TNNIQzeE/s1600-h/Cop.MIM+Nietzsche.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rj7lWp8u9AI/AAAAAAAAAAU/Aq1TNNIQzeE/s400/Cop.MIM+Nietzsche.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5061735208591488002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La volontà di potenza” è tra i testi più celebri di Friedrich Nietzsche, esso rimane però il più travisato, in quanto oggetto di revisioni postume che ne hanno deformato l’idea originaria.&lt;br /&gt;Per le Edizioni Mimesis escono, per la prima volta in Italia, i 372 aforismi con la numerazione voluta dall’autore e con le sue annotazioni.&lt;br /&gt;Correva l’anno 1886 quando Nietzsche annunciò, sulla quarta di copertina di “Al di là del bene e del male”, la successiva pubblicazione di una nuova opera, che lui definiva inizialmente “tentativo di una transvalutazione”. Quell’opera era “La volontà di potenza”. Rinunciando all’uscita del testo che doveva rappresentare la chiusura del cerchio per il pensiero nietzcheiano, l’autore creò un’incompiuta che è rimasta tale fino a oggi. Per la prima volta in Italia, infatti, vengono pubblicati tutti i 372 aforismi che nelle intenzioni di Nietzsche dovevano comporre l’opera. &lt;br /&gt;Non che dalla morte del filosofo tedesco siano mancati i volumi dedicati a “La volontà di potenza”. La prima pubblicazione risale già al 1901, uscendo postuma come XV volume della "Grossoktav-Ausgabe" (Naumann, Leipzig, 1901).&lt;br /&gt;Una seconda edizione venne distribuita nel 1906 a cura di Peter Gast e di Elisabeth Förster-Nietzsche, la sorella del filosofo, nei volumi IX-X della "Taschenausgabe".&lt;br /&gt;Proprio quest’ultimo testo, che ampliava notevolmente la prima versione, ha costituito un punto di riferimento per quasi tutte le edizioni successive.&lt;br /&gt;Da allora tante pubblicazioni sono seguite, nella gran parte dei casi con la pretesa di presentare l'ultima (e definitiva) sintesi sistematica del pensiero di Nietzsche. Un po’ comodamente si è tralasciato di considerare che “La volontà di potenza” non è un’opera di Nietzsche, anche se ne è diventato uno dei titoli più conosciuti.&lt;br /&gt;Non si può dimenticare, infatti, che l’autore, pur considerando il testo concluso, non pensò alla sua pubblicazione senza ulteriori interventi. Tutte le raccolte presentate finora hanno offerto una visione parziale e arbitraria della celebre opera, sostituendosi a Nietszsche nella fase di selezione e composizione finale delle annotazioni. Ma è impossibile prevedere come sarebbe stato il testo definitivo se a determinarne l’elaborazione fosse stato Nietszche stesso.&lt;br /&gt;Ecco perché l’unico modo per restare fedeli alle scelte dell’autore è quello di ancorarsi a ciò che lui ha lasciato. Giorgio Brianese, curatore del volume e professore associato di Filosofia teoretica all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha mantenuto la numerazione posta da Nietszche accanto alle annotazioni, alla quale è stata affiancata quella ormai canonica dell’edizione critica Colli-Montinari.&lt;br /&gt;Da questa inedita raccolta emergono con forza tutti i temi cruciali del pensiero nietszcheiano: la dissoluzione della verità e lo smascheramento delle finzioni della ragione; la morte di Dio e l’avvento del nichilismo; la critica sferzante alla morale e al cristianesimo; il tentativo di far coincidere essere e divenire.&lt;br /&gt;Ancora una volta viene a galla tutta la particolarità della filosofia di Nietszche. Una filosofia diretta, più da leggere che da interpretare. Come scrive Brianese “scrivere su Nietszche può dunque apparire impresa priva di senso (perché, anzi, risulta il più delle volte di una facilità estrema), insensata: meglio prestare ascolto alla sua parola approssimandosi quanto è possibile al suo significato più autentico”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISBN 8884834848   -  pp. 160 &lt;br /&gt;Euro 15,00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-1712673948733507290?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/1712673948733507290/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=1712673948733507290' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/1712673948733507290'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/1712673948733507290'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/05/friedrich-nietzsche-la-volont-di.html' title='FRIEDRICH NIETZSCHE - La volontà di potenza'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Rj7lWp8u9AI/AAAAAAAAAAU/Aq1TNNIQzeE/s72-c/Cop.MIM+Nietzsche.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6298965631355330120.post-4133029143701037655</id><published>2007-05-04T04:00:00.000-07:00</published><updated>2008-11-12T18:35:53.769-08:00</updated><title type='text'>EMANUELE SEVERINO - La follia dell'angelo</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RjsSf58u8_I/AAAAAAAAAAM/JA1dMZOQBbA/s1600-h/Cop.MIM+Severino.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RjsSf58u8_I/AAAAAAAAAAM/JA1dMZOQBbA/s400/Cop.MIM+Severino.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5060658945621685234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emanuele Severino è sicuramente uno dei più importanti filosofi della contemporaneità, e la casa editrice Mimesis, attraverso la ripubblicazione della sua opera La follia dell’angelo, a cura di Ines Testoni, nella sua nuova collana di filosofia Volti, ne vuole celebrare l’attualità. È infatti uno dei volti più significativi della filosofia contemporanea quello che si mette a nudo, in una serie di lunghe interviste, in questo libro: attraverso i ventun capitoli de La follia dell’angelo, Severino affronta in modo diretto e personale alcune grandi questioni della contemporaneità, offendo al contempo un’immagine di sé intima, ironica e sorprendente per chi è abituato a vedere in lui solamente il geniale filosofo teoretico autore di capolavori come La struttura originaria e Essenza del nichilismo.&lt;br /&gt; Pur non venendo meno al consueto rigore, Severino accetta in questo volume di confrontarsi con il presente, sfruttando le occasioni fornite dalla quotidianità per sviluppare le sue riflessioni in campo morale, politico, religioso, ma anche per fare numerosi riferimenti alla propria vita, attraverso riferimenti biografici che risultano preziosi per comprendere la complessa personalità dell’autore. Possiamo seguirlo dunque nella rievocazione della genesi del suo pensiero, ricostruendo il suo percorso fino dai suoi inizi, quando pubblica giovanissimo, nel 1948, il suo primo saggio, e possiamo ricostruire in controluce attraverso le sue considerazioni tutto il complesso dibattito culturale italiano dagli anni ‘50 ai giorni nostri. Le sue considerazioni toccano con precisione e levità sia gli autori che ama, Leopardi, Gentile, Heidegger, sia i fatti di cronaca e attualità politica, ricomprendendoli in un acuto quadro dell’oggi, dal quale non sono escluse le sue passioni per la poesia, il teatro e la musica. Il nucleo di fondo è tuttavia strettamente teorico: l’angelo del titolo è infatti quello che Dio ha posto a guardia dell’Eden, condannando l’umanità alla perenne infelicità e incompiutezza. È questa la follia del cristianesimo, contro la quale bisogna combattere, perché comporta la sfiducia nell’uomo e nella sua ragione. &lt;br /&gt;In conclusione, La follia dell’angelo è un ottimo testo sia per chi voglia accostarsi al pensiero di Severino per la prima volta, sia per chi, conquistato dalle sue idee, voglia conoscere più da vicino l’uomo che ci sta dietro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Autore: Emanuele Severino&lt;br /&gt;A cura di: Ines Testoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISBN 9788884834836  - pp. 210&lt;br /&gt;Euro 18,00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6298965631355330120-4133029143701037655?l=voltimimesisedizioni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/feeds/4133029143701037655/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6298965631355330120&amp;postID=4133029143701037655' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/4133029143701037655'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6298965631355330120/posts/default/4133029143701037655'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voltimimesisedizioni.blogspot.com/2007/05/emanuele-severino-la-follia-dellangelo.html' title='EMANUELE SEVERINO - La follia dell&apos;angelo'/><author><name>Mimesis</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01481750804192114417</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='14' src='http://2.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/Sy0DbeDlH0I/AAAAAAAAAlk/2Evr3_Aa4vk/S220/testata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pHBXYlk-sw0/RjsSf58u8_I/AAAAAAAAAAM/JA1dMZOQBbA/s72-c/Cop.MIM+Severino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
